La Nautilus Civitavecchia si prepara a vivere la stagione più importante della propria storia recente, forte di una salvezza conquistata nel campionato di Serie A1 e della storica qualificazione alla Conference Cup. Un risultato che certifica la crescita di un progetto sportivo ormai consolidato e in continua espansione, capace di imporsi a livello nazionale e di aprire per la prima volta alla pallanuoto femminile civitavecchiese le porte dell’Europa. Eppure, nel momento di massima crescita tecnica e sportiva, il paradosso è evidente: il principale ostacolo non riguarda il mercato o gli obiettivi agonistici, ma la mancanza di un impianto in cui allenarsi. A sottolinearlo è il direttore tecnico Daniele Lisi, che ripercorre i passi di una stagione definita storica. «L’obiettivo non è stato soltanto raggiunto, ma superato. A un certo punto abbiamo cambiato mentalità: non dovevamo pensare alla salvezza, ma all’Europa. Con il presidente Alberto Braccini, il direttore sportivo Mario Bianchi, il direttore generale Marcello Del Duca, il preparatore atletico Mauro Ronconi e tutto lo staff abbiamo trasmesso questo messaggio alle ragazze e ha fatto la differenza». Un cambio di passo che ha permesso alla squadra di mantenere la categoria al primo anno di Serie A1, impresa rara per le neopromosse, e di conquistare un traguardo mai raggiunto prima: una competizione europea. «Per la prima volta la pallanuoto femminile civitavecchiese porterà una squadra in Europa. Dovrebbe essere motivo d’orgoglio per tutta la città». Il cammino, però, non è stato privo di difficoltà. Tra infortuni pesanti, come quello di Agnese Foschi, trasferte continue e soprattutto la mancanza di una struttura stabile, la stagione è stata caratterizzata da una gestione complessa. «Le ragazze hanno fatto sacrifici enormi. Non è stato semplice mantenere la concentrazione, ma il gruppo ha dimostrato di meritare la Serie A1». Sul piano tecnico la società ha già tracciato la linea per il futuro: conferma del gruppo base e inserimenti mirati dal mercato italiano e internazionale. «Prima eravamo noi a cercare le giocatrici, oggi sono loro che chiamano la Nautilus», sottolinea Lisi, evidenziando la crescita del progetto. Ma il nodo principale resta quello impiantistico. «Abbiamo una società organizzata, uno staff competente, sponsor e un progetto tecnico solido. Dovevamo arrivare in Serie A1 in tre anni e ci siamo riusciti prima. Oggi però non sappiamo nemmeno dove ci alleneremo tra un mese». Una criticità che, secondo il direttore tecnico, rischia di mettere in discussione la programmazione. «La difficoltà più grande non è il campionato o l’Europa. È avere una piscina. È assurdo dirlo dopo una stagione così». Da settimane il tema degli impianti sportivi è al centro del dibattito cittadino, con particolare riferimento allo Stadio del Nuoto. Lisi ricorda come fossero arrivate rassicurazioni istituzionali sulla pubblicazione del bando, poi slittata. «Si è parlato di ritardi per motivi burocratici. Ora il bando è uscito, ma con mesi di ritardo. Nel frattempo ci siamo appoggiati a strutture di Tarquinia e Viterbo, che ringraziamo». La società ha anche formalizzato una richiesta di incontro istituzionale tramite PEC, chiedendo chiarezza sul futuro. «Dobbiamo iscrivere la squadra alla Serie A1 e alla Coppa europea, definire il roster e programmare il settore giovanile. Non possiamo andare avanti senza certezze». Il messaggio è diretto: «Non possiamo vivere di ipotesi. Se il PalaGalli riaprirà, vogliamo sapere quando. Se non riaprirà, vogliamo sapere quali alternative esistono. Abbiamo il diritto di programmare». Un diritto, ribadisce Lisi, conquistato sul campo da un gruppo che ha portato Civitavecchia in Serie A1 e in Europa, affrontando sacrifici logistici e organizzativi importanti. La questione, secondo la Nautilus, non riguarda solo una società ma l’intero movimento sportivo cittadino. «Non chiediamo privilegi né risorse economiche. Chiediamo solo una struttura per allenarci. Lo sport non può vivere in questa precarietà». Un problema che si riflette anche sul mercato: «Quando contattiamo un’atleta la prima domanda è sempre la stessa: dove ci alleniamo? Ed è la più difficile a cui rispondere». La Nautilus guarda comunque avanti, con la costruzione della nuova stagione già avviata e l’Europa nel mirino. Ma prima ancora di pensare alle sfide internazionali, resta una domanda senza risposta nel presente: dove si allenerà una squadra che rappresenterà Civitavecchia in Europa.
Civitavecchia, la Nautilus vola in Europa ma resta senza piscina: “Non sappiamo dove ci alleneremo”







