Torna al centro del dibattito urbanistico il progetto previsto nell’area di Ladispoli in prossimità di Punta di Palo, dove oltre a ville e appartamenti privati si profila anche la realizzazione di un nuovo polo commerciale che secondo il movimento civico Ladispoli Attiva rischia di pesare su uno dei quadranti più delicati del territorio comunale, a ridosso del Bosco di Palo, area di alto pregio ambientale; la proposta prevede un intervento di quasi 50 mila metri quadrati con circa 38 mila metri cubi di nuove edificazioni che includono struttura alberghiera, impianto sportivo e soprattutto una vasta area commerciale destinata a medie strutture di vendita, elemento giudicato più critico dagli attivisti che sottolineano come circa 17 mila metri cubi siano riservati al commercio in un contesto già segnato da problemi di mobilità e da ulteriori previsioni lungo la via Aurelia; «La domanda è semplice: Ladispoli ha davvero bisogno di un altro polo commerciale?» si chiede il movimento civico evidenziando il rischio di ulteriore consumo di suolo, aumento del traffico e nuove difficoltà per il commercio di prossimità del territorio che include anche l’area di Cerveteri, mentre sullo sfondo della vicenda tornano le tappe amministrative iniziate nel 2018 con la revoca del precedente programma integrato da parte dell’amministrazione Grando, il contenzioso davanti al TAR e la sentenza n. 8124 del 2019 che ha annullato i provvedimenti per carenze procedurali pur riconoscendo la possibilità di ridefinire le scelte urbanistiche attraverso adeguata istruttoria, fino all’accordo procedimentale del marzo 2020 tra Comune e società Pezone che prevedeva una riduzione delle volumetrie e una rimodulazione delle destinazioni d’uso con esclusione di residenziale e commerciale in favore di funzioni come struttura alberghiera, impianto sportivo, servizi di quartiere e cessione di aree pubbliche, accordo che oggi viene richiamato dal movimento civico come termine di confronto rispetto alle nuove previsioni del piano.







