Chiedono una sigaretta. Una soltanto. Una richiesta banale, quasi innocua, pronunciata con il tono di chi cerca un contatto qualunque in una sera come tante. Ma dietro quella domanda si nasconde una trappola. Perché a San Lorenzo, tra i tavolini affollati, le birre consumate sui marciapiedi e la musica che copre le voci della notte, c’è un gruppo di giovanissimi che avrebbe trasformato quel rituale in un pretesto per colpire. Un branco che sceglie le vittime tra i minorenni e che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, agisce sempre allo stesso modo: avvicinamento, provocazione e poi botte. L’ultima aggressione accertata risale alla sera del 31 maggio. Un ragazzo romano di appena 15 anni sta camminando per le strade del quartiere quando viene avvicinato da alcuni coetanei. La richiesta è quella classica: una sigaretta. Lui risponde di no. Una parola soltanto. Quanto basta per scatenare la violenza. Il gruppo gli si scaglia contro e lo colpisce senza motivo apparente. Un’aggressione rapida, brutale, consumata nel cuore di uno dei quartieri simbolo della movida romana. Il giorno dopo il giovane trova il coraggio di raccontare tutto ai carabinieri. Parte così un’indagine che, tassello dopo tassello, restituisce un quadro inquietante. I militari raccolgono testimonianze, analizzano le immagini delle telecamere di sorveglianza e riescono a individuare uno dei presunti responsabili. Si tratta di un diciassettenne di origine nigeriana residente a Roma. La vittima lo riconosce senza esitazioni. Per lui scatta la denuncia alla Procura per i minorenni con l’accusa di lesioni personali aggravate e percosse in concorso. Ma il lavoro investigativo non si ferma. Scavando più a fondo emerge infatti che quella del 15enne non sarebbe stata un’aggressione isolata. Gli accertamenti portano alla luce altri episodi avvenuti nelle stesse settimane, sempre nella stessa zona e con modalità molto simili. Altri cinque minorenni raccontano di essere stati avvicinati e successivamente aggrediti per motivi irrilevanti, quando non del tutto inesistenti. Anche loro presentano denuncia. Un mosaico che prende forma lentamente e che descrive una sequenza di violenze gratuite consumate tra le vie della movida. Le indagini ora puntano a identificare gli altri componenti del gruppo. I carabinieri stanno lavorando per ricostruire ruoli e responsabilità e verificare se dietro gli episodi denunciati possano esserci ulteriori aggressioni mai segnalate. L’impressione è che il fenomeno rischiasse di trasformarsi in una pericolosa abitudine, alimentata dalla convinzione di poter agire nell’anonimato e nella confusione delle serate affollate. Intanto cresce la preoccupazione nel quartiere. San Lorenzo da settimane è al centro di segnalazioni e proteste. Risse, schiamazzi, musica ad alto volume fino all’alba e tensioni continue tra residenti e frequentatori della movida. In particolare l’area compresa tra via dei Marsi e piazza dell’Immacolata è diventata teatro di episodi sempre più frequenti di violenza e degrado. Chi prova a protestare o a chiedere rispetto per il riposo notturno viene spesso accolto da insulti e provocazioni. Per questo la presidente del Municipio II, Francesca Del Bello, insieme all’assessore allo Sport Rino Fabiano, ha nuovamente scritto al prefetto chiedendo un rafforzamento dei controlli e una maggiore presenza delle forze dell’ordine. Una richiesta che arriva dopo mesi di segnalazioni e che punta a evitare che il quartiere oltrepassi definitivamente il confine tra movida e illegalità. Nel frattempo resta la paura dei ragazzi che quelle strade le percorrono ogni giorno. Perché in un quartiere dove una semplice richiesta di sigarette può trasformarsi in un pestaggio, la notte smette di essere soltanto un luogo di svago e diventa un territorio da attraversare con cautela. E questo, per una città come Roma, è forse il segnale più preoccupante di tutti.







