Attacchi aerei russi nelle regioni ucraine di Poltava e Dnipropetrovsk hanno causato tre morti. Lo hanno annunciato le autorita’ locali. “Una persona e’ morta e nove sono rimaste ferite” a seguito di bombardamenti, attacchi di droni e colpi di artiglieria contro tre distretti della regione di Dnipropetrovsk, ha scritto su Telegram Oleksandr Ganzha, capo dell’amministrazione militare locale. Il suo omologo a Poltava, Vitali Dyakivnich, ha indicato che due persone sono morte, una delle quali dopo il ricovero in ospedale, a seguito di un attacco avvenuto sabato sera, e ha segnalato 13 feriti. Dal lato russo, il ministero della Difesa di Mosca ha riferito che 239 droni ucraini sono stati abbattuti durante la notte. È aumentato ad almeno cinque morti e dieci feriti il bilancio di un bombardamento russo sulla città di Zaporizhzhia, nel sud dell’Ucraina. Lo ha annunciato su Telegram il capo dell’amministrazione militare dell’oblast di Zaporizhzhia, Ivan Fedorov. In precedenza, nella giornata di sabato, il responsabile regionale aveva riferito di quattro morti e sei feriti. In un messaggio pubblicato su Telegram, Volodymyr Zelensky ha nuovamente accusato la Bielorussia di contribuire allo sforzo bellico russo ospitando, vicino al confine con l’Ucraina, apparecchiature che, secondo il presidente ucraino, consentono di guidare gli attacchi dei droni russi contro il territorio ucraino. Il presidente ucraino ha avvertito di “un imminente e massiccio attacco russo contro l’Ucraina”. Zelensky ha sottolineato che Kiev ha individuato quattro stazioni di trasmissione nelle regioni bielorusse di Gomel e Brest, utilizzate per dirigere attacchi che prendono di mira, tra l’altro, le regioni ucraine di Zhytomyr, Rivne e Volinia, oltre alle infrastrutture energetiche e ferroviarie. Il capo dello Stato ucraino ha inoltre affermato che diverse aziende bielorusse partecipano alla fornitura all’esercito russo di componenti destinati ai veicoli corazzati e ai sistemi missilistici, oltre che di carburante.
Secondo lui, le esportazioni di benzina dalla Bielorussia verso la Russia sono aumentate di tredici volte tra gennaio e maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, mentre quelle di gasolio sono triplicate. Il leader ucraino ha invitato Minsk a smantellare queste infrastrutture e ad adottare misure concrete per dimostrare la propria opposizione alla guerra. “Questa guerra deve finire. La pace è necessaria”, ha dichiarato, ritenendo che il sostegno fornito a Mosca permetta alla Russia di adattarsi alle pressioni esercitate contro di essa e non contribuisca a una soluzione del conflitto. Il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski ha criticato il ruolo che si è ritagliato l’E3 (Germania, Francia e Gran Bretagna) nei colloqui sulla guerra in Ucraina. “Tra il Mar Nero, il Mar Baltico e l’Adriatico vivono 120 milioni di persone nell’UE; se si aggiunge la Scandinavia, si arriva a 150 milioni di persone che sono minacciate dall’aggressione russa in modo molto più diretto rispetto alla Germania”, ha affermato alla Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung. “Noi siamo vicini sia della Russia che dell’Ucraina, voi in Germania no”, ha continuato. La Polonia si trova in prima linea, ha spiegato, riferendosi alle forniture di armi destinate all’Ucraina che transitano attraverso il Paese: assumendo il rischio chiede quindi un posto al tavolo dei negoziati. Sikorski ha quindi proposto di “seguire la via delle istituzioni previste dai trattati dell’Ue, come il presidente del Consiglio europeo”. Oppure si dovrebbe lavorare a una “coalizione dei volenterosi” che rappresenti il continente nei negoziati. Dopo le critiche per l’esclusione di partner chiave come Italia e Polonia, Friedrich Merz ha invitato i partner dell’E5 la settimana prossima a Berlino.
Raid su Poltava e Dnipropetrovsk, tre morti. Zelensky: “La Russia prepara un massiccio attacco”







