La svolta nelle indagini sul ritrovamento delle due sorelline scomparse dalla casa-famiglia di Civitella Alfedena è arrivata da “una videochiamata della mamma nei confronti di un numero di telefono -che era attenzionato- intestato a un pachistano, facente parte di un gruppo di schede clandestinamente attivate a Napoli un paio di giorni prima della scomparsa”. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D’Angelo, in conferenza stampa. “Tra i tanti difetti della mamma – ha aggiunto – c’era anche quello di mantenere il controllo. Non poteva rimanere giorni e giorni senza contattare le figlie” “Provo dentro di me il dolore del colloquio che ho avuto con loro perché sono stato la seconda, terza persona che ha parlato con loro dopo le due carabiniere. Quando le abbiamo trovate le due sorelle non hanno fatto salti di gioia, si sono chiuse nella stanza dove avevano vissuto fino ad allora” ha aggiunto D’Angelo. “Ho visto le bambine e le ho accompagnate in una struttura. Vivono uno stato di forte stress emotivo, ma non mi sono permesso di chiedere loro nulla della vicenda: lo farà chi di dovere”. Sono le parole del sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli, tutore legale delle sorelline scomparse a Cividella Alfedena e ritrovate ieri sera a Formia, Latina. “Dovevo tenere le bambine. Ho capito che le stavano cercando, non sono scema: ne parlava la televisione”. Sono le parole dell’anziana che vive nell’appartamento dove erano nascoste le due sorelline scomparse a Cividella Alfedena, ritrovate ieri a Formia. “Qui le ha portate il nonno. Sono stata contattata appositamente per questo ho seguito un ordine: la mamma e il nonno mi hanno detto di non farle uscire di casa”, aggiunge la donna, loro zia acquisita: “Non mi sono fatta nessuna domanda. Loro portavano il cibo da mangiare: io non ho speso neanche 5 lire. Hanno riempito una camera di spesa, con roba da mangiare per due o tre mesi. L’ultima cosa che ho detto alle bambine è stata: ‘mi dispiace’. Solo Sarah mi ha guardato, e le ho fatto capire che mi dispiaceva. Loro non volevano andare in nessuna struttura se non dalla madre. Guardavano i telegiornali dalla mattina alla sera, mentre io mi ero stancata di guardarli. “Alisya e a Sarah sono sane e salve dopo due settimane terribili fatte di ansia preoccupazione ma mai ho pensato in negativo. Si inizia una nuova vita si riparte da zero”. Lo scrive sui social Stefano Di Giacinto, il papà delle due sorelline.







