Roma si prepara a cambiare il proprio volto alimentare. Entro la fine dell’anno, la Capitale presenterà ufficialmente il suo primo Piano del Cibo, uno strumento strategico destinato a ridisegnare l’intera filiera locale, dalla produzione agricola della città metropolitana fino alle tavole dei cittadini. Ad annunciarlo è stata Sabrina Alfonsi, assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale, a margine dell’evento “Roma Capitale del cibo”, organizzato in occasione della presentazione dell’ampliamento del Car (Centro Agroalimentare Roma). Il Piano riguarderà da vicino i criteri di distribuzione dei prodotti, valorizzando le eccellenze del territorio romano. “Riguarda il modo in cui tutto il cibo deve essere distribuito nella città, a partire dalle produzioni interne e ovviamente dalle produzioni della città metropolitana”, ha spiegato l’assessora. Un esempio concreto di questa transizione è già visibile nella gestione delle mense scolastiche, dove la strategia del Comune si sta concentrando sulla qualità e sulla tracciabilità, piuttosto che su semplici barriere geografiche. “Non è stato fatto un bando che restringeva i chilometri di provenienza – ha sottolineato Alfonsi – ma soprattutto le certificazioni del cibo che si portava all’interno, abbinate a un percorso di educazione alimentare. Questo è un modello che deve essere potenziato e, soprattutto, stabilizzato”. Un altro pilastro fondamentale del futuro Piano del Cibo sarà il contrasto allo spreco e il potenziamento della rete di solidarietà. Fino ad oggi, i progetti del Comune si sono concentrati principalmente sulla fase finale della catena distributiva, il cosiddetto “ultimo miglio” (recuperando, ad esempio, l’invenduto dei mercati rionali del sabato per destinarlo alle associazioni caritatevoli). L’obiettivo adesso è cambiare marcia, intervenendo molto prima nella filiera. “In realtà le eccedenze bisogna vederle sin dalla produzione, quando appunto eccedono alla vendita, e quindi accompagnarle verso una trasformazione”, ha precisato l’assessora, evidenziando la necessità di recuperare i prodotti agricoli direttamente nei campi prima che vadano perduti. La stesura del Piano rappresenta il culmine di un percorso partecipato durato oltre due anni, che ha visto il coinvolgimento attivo del Consiglio del Cibo e di numerosi tavoli di lavoro tematici. Per tradurre questo patrimonio di idee in un piano d’azione concreto, Roma Capitale ha deciso di affidarsi a un’eccellenza scientifica del settore. “Siamo arrivati a un affidamento al Ciheam di Bari, uno degli istituti più importanti da questo punto di vista, per la stesura del Piano del Cibo di Roma”, ha concluso Alfonsi, formalizzando il passaggio operativo che porterà la Capitale a dotarsi di una vera e propria costituzione alimentare entro dicembre.







