sabato, Giugno 27, 2026

Cerveteri, Guido Rossi all’attacco del centrodestra: “Serve una proposta davvero cerveterana, basta fughe in avanti”

Anche questa volta Guido Rossi si è presentato all’intervista con l’immancabile faldone di carte sotto il braccio, simbolo di un approccio che rivendica con orgoglio: “Io voglio sempre dimostrare quello che dico…”. Ma l’ex sindaco di Cerveteri, figura storica della politica locale, non si è limitato a dispensare consigli da “veterano”, scegliendo invece di alzare i toni del dibattito politico con una serie di critiche e giudizi netti rivolti al centrodestra cittadino e alle dinamiche che ne stanno caratterizzando le ultime fasi organizzative. Rossi, che non esclude una sua possibile candidatura nell’area riconducibile a Vannacci, osserva con attenzione ciò che si muove nello schieramento avversario e non risparmia valutazioni dure, pur precisando che non si tratterebbe di questioni personali ma di un’analisi politica complessiva su metodi e strategie. Il primo nodo individuato riguarda proprio il metodo con cui si stanno definendo le candidature e gli equilibri interni: la recente ipotesi di candidatura di Gianluca Paolacci, sostenuta da Lamberto Ramazzotti, secondo Rossi avrebbe infatti alterato un equilibrio che stava ancora cercando una sua definizione. In particolare, l’ex sindaco ricorda come Forza Italia stesse ragionando su un possibile assetto che vedeva coinvolti Vecchiotti e lo stesso Paolacci, prima di quella che definisce una “fuga in avanti” arrivata troppo presto e senza un reale confronto politico preliminare. Ma l’analisi di Rossi va oltre il singolo episodio e si allarga a una riflessione più ampia sullo stato del centrodestra a Cerveteri, che secondo lui continua a non riuscire a esprimere una proposta realmente competitiva perché priva di una regia territoriale forte e condivisa. “Il centrodestra continua a prendere schiaffi perché non ha una politica locale vera”, sostiene, sottolineando come le decisioni vengano spesso spostate a livello romano, dove si discutono nomi ed equilibri tra partiti senza che il territorio riesca a costruire una sintesi autonoma. Per Rossi, il nodo principale resta proprio questo: l’assenza di una proposta politica costruita dal basso, “davvero cerveterana”, capace di partire dalle esigenze della città e non soltanto da accordi esterni o logiche di schieramento. Un’analisi che riaccende il dibattito interno al centrodestra locale e che conferma come la fase pre-elettorale a Cerveteri sia già entrata nel vivo, tra tensioni, riflessioni strategiche e posizionamenti ancora in evoluzione.

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