Un duro atto d’accusa contro quella che viene definita una scelta “insensata” e potenzialmente pericolosa per la sicurezza del territorio. Il Comitato “2 Ottobre” ha inviato una lettera aperta al sindaco di Santa Marinella Alessio Manuelli e all’assessore all’Ambiente Danilo Bitetti chiedendo un intervento immediato per fermare l’autorizzazione al taglio di circa 20 ettari del bosco delle Guardiole, area verde situata sul versante del fosso del Ponton del Castrato, zona già segnalata da ISPRA come ad elevato rischio idrogeologico e storicamente legata all’alluvione del 1981 che causò tre vittime. Secondo il Comitato, l’intervento si inserirebbe in un contesto contraddittorio rispetto ai recenti investimenti pubblici sul territorio: oltre 6 milioni di euro sarebbero stati destinati alla messa in sicurezza idraulica, con una quota significativa impiegata per la realizzazione di vasche di laminazione per contenere le piene del fosso. Tuttavia, il disboscamento del versante collinare rischierebbe di compromettere l’efficacia delle opere, favorendo erosione e trasporto di detriti verso le stesse infrastrutture. “Dagli anni Settanta a oggi tutti gli studi indicano la necessità di piantumazioni sui versanti e non di tagli”, si legge nella nota, dove si evidenzia come la rimozione della copertura vegetale possa trasformare il terreno in una fonte di sedimenti destinati a intasare le vasche di laminazione, con conseguenti costi aggiuntivi di manutenzione e dragaggio. Nel mirino anche le modalità operative del cantiere, suddiviso in due fasi dopo l’autorizzazione della Città Metropolitana per l’estensione dell’area: i primi 10 ettari sarebbero stati già interessati dagli abbattimenti a partire dall’autunno scorso, mentre la seconda tranche è prevista tra settembre e ottobre. Secondo la denuncia, mancherebbero adeguate comunicazioni al Comune e non sarebbero state rispettate alcune prescrizioni procedurali, inclusa la mancata informazione preventiva da parte degli enti competenti e della proprietà. Criticità vengono sollevate anche sulla Valutazione di incidenza ambientale, ritenuta non sufficientemente attenta al rischio idrogeologico e al processo di rinaturalizzazione del bosco, che negli anni avrebbe assunto caratteristiche di alto fusto. Ulteriori perplessità riguardano le modalità di lavorazione, con l’utilizzo di mezzi pesanti che starebbero compattando il suolo e aumentando il rischio di dilavamento in caso di piogge intense. Da qui la proposta avanzata dal Comitato: sospendere l’intervento e valutare strumenti alternativi come l’indennizzo economico per il mancato utilizzo del legname, ritenendo il valore ambientale del bosco superiore al ricavato dalla sua eventuale vendita. L’associazione ha infine chiesto un incontro urgente con l’amministrazione comunale per bloccare la seconda fase del taglio e riaprire il confronto sulla tutela dell’area del Ponton del Castrato.
Santa Marinella, il Comitato “2 Ottobre” contro il taglio del bosco delle Guardiole: “Scelta insensata, a rischio la sicurezza idrogeologica”







