Il problema delle periferie di Roma è “solo in parte un problema di polizia. In realtà va affrontato in maniera sistemica, con risorse e buona volontà. Le forze dell’ordine possono dare una mano”. Lo ha detto il prefetto di Roma Lamberto Giannini, in audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie alla Camera. “Faccio l’esempio di Tor Bella Monaca, dove il cosiddetto Ferro di cavallo è circondato da un parco. Non possiamo andare lì solo a portarci via la gente e poi andarcene. Dobbiamo rimuovere rifiuti, mettere le luci dove mancano e così via. Si tratta di un investimento importantissimo, che sta andando avanti”. “Serve un contrasto senza quartiere allo spaccio di sostanze stupefacenti. C’è una stagione di risultati investigativi e di polizia giudiziaria enorme, ma il problema non è il contrasto: è la domanda di stupefacenti che c’è a Roma, ed è enorme”. “Paradossalmente, il fatto che funzioni bene l’attività di contrasto crea episodi di violenza che spaventano”. “Abbiamo episodi ad Acilia, con intimidazioni in palazzi, tra Tor Bella Monaca e il Quarticciolo, dove non credo si facciano meno di 20 arresti al giorno”. “Non deve essere considerato un problema solo delle forze di polizia. Ho passato quasi 40 anni nella Polizia di Stato e so che le forze dell’ordine hanno risorse che con generosità vengono messe in campo, riuscendo a fare scatti in avanti”. “È fondamentale operare con le demolizioni, soprattutto degli edifici occupati dalla criminalità o da famiglie abusive. Abbiamo iniziato con i Vigili del fuoco. Bisogna dare il messaggio che quando si parte, si porta a termine l’intervento”. “Serve anche un percorso di rilancio culturale e sociale, con il coinvolgimento dell’associazionismo. Penso ai gruppi sportivi delle forze di polizia che possono fare molto”. “A Tor Bella Monaca ci sono 14 piazze di spaccio, contrastate con operazioni continue, ma che generano un vero e proprio ‘welfare’ criminale: pusher che guadagnano circa 250 euro al giorno, vedette 100-150 euro”. Il prefetto ha inoltre ricordato che nel quartiere il 41% delle famiglie vive con meno di 15mila euro l’anno e il 22% non ha reddito.







