La sicurezza sul lavoro nel Lazio continua a mostrare segnali di forte arretramento. Nei primi cinque mesi del 2026, le denunce di infortunio presentate all’Inail nella regione sono state 19.507, registrando un incremento dell’8,8% rispetto allo stesso periodo del 2025 (quando erano state 17.925). Si tratta di 1.582 casi in più in appena cinque mesi, un aumento nettamente superiore a quello registrato su base nazionale, dove la crescita si è fermata al 5,5%. A lanciare l’allarme è la Cgil di Roma e del Lazio, che ha analizzato gli ultimi dati statistici dell’istituto pubblicati il 6 luglio 2026. L’aspetto che più preoccupa il sindacato riguarda gli infortuni avvenuti propriamente “in occasione di lavoro” (escludendo quindi quelli in itinere, ovvero nel tragitto casa-lavoro). Nel Lazio questa specifica voce è balzata in avanti del 10,2%, passando da 13.973 a 15.404 casi. Il confronto con la media italiana è impietoso: a livello nazionale la crescita si ferma al 4,7%. L’aumento regionale è dunque più che doppio rispetto al resto del Paese. L’incremento dei bollettini Inail tocca tutte le categorie, ma registra picchi insoliti in base ai dati demografici e settoriali. L’aumento è particolarmente marcato tra le donne, dove le denunce sono cresciute dell’11,5% (da 7.288 a 8.126), mentre tra gli uomini la crescita è stata del 7%. Preoccupa l’allungamento della vita lavorativa. Nella fascia tra i 65 e i 69 anni gli infortuni sono aumentati del 17,3% (da 387 a 454 casi). In aumento però anche i giovani tra i 20 e i 24 anni (+116 denunce). In percentuale, i picchi più alti di incremento in occasione di lavoro si registrano nell’estrazione di minerali (+87,5%), nelle attività artistiche, sportive e di intrattenimento (+43,1%) e nel comparto agricoltura, silvicoltura e pesca (+33,3%). La distribuzione provinciale delle denunce totali (gennaio-maggio) evidenzia come l’area metropolitana della Capitale traini la crescita dei sinistri, ma la provincia di Viterbo segna il record di aumento percentuale. Resta drammatico il dato sulle vite perse: delle 29 denunce con esito mortale registrate nel Lazio (lo stesso numero del 2025), ben 22 si sono concentrate a Roma e provincia. Secondo la sigla sindacale, i numeri ufficiali mostrano solo una parte del problema, poiché “non sempre le lavoratrici e i lavoratori sono nelle condizioni di denunciare gli infortuni”.







