Nuovo scontro politico a Ladispoli sul tema dell’urbanistica. Dopo il video pubblicato dal sindaco Alessandro Grando, nel quale il primo cittadino ha respinto le accuse di essere un “cementificatore” attribuendo molti degli interventi contestati alle amministrazioni precedenti, arriva la dura replica dell’opposizione, che accusa l’amministrazione di non aver mantenuto la promessa di discontinuità fatta agli elettori nel 2017. Secondo i consiglieri critici nei confronti della maggioranza, Grando sarebbe stato eletto con l’impegno di cambiare il modello di sviluppo della città, ma negli anni avrebbe invece portato avanti nuove operazioni urbanistiche che avrebbero ulteriormente incrementato il consumo di suolo. Nel mirino finiscono diversi interventi approvati o sostenuti dall’attuale amministrazione, tra cui i piani particolareggiati produttivo-commerciali lungo l’Aurelia, i piani integrati di via Latina, via Benevento e via Sironi, lo scambio di cubature a San Nicola con la realizzazione di nuove villette e il piano integrato di Punta di Palo, che con il reinserimento della parte commerciale viene indicato dall’opposizione come una precisa scelta politica dell’attuale governo cittadino. Secondo i contestatori, l’insieme di questi interventi supererebbe i 170 mila metri cubi di nuove volumetrie tra residenziale e commerciale. «È facile elencare le responsabilità di chi ha amministrato prima – sostengono gli esponenti dell’opposizione – molto più difficile è assumersi quelle maturate durante il proprio mandato». Il confronto sul futuro urbanistico della città si conferma così uno dei temi più caldi del dibattito politico cittadino, destinato a occupare un ruolo centrale anche in vista delle elezioni amministrative del 2027.
Ladispoli, scontro sull’urbanistica: l’opposizione attacca Grando, “Altro che discontinuità, la cementificazione è aumentata”







