martedì, Luglio 7, 2026

Anzio, tornano i bagnanti nelle aree vietate dell’Arco Muto: divieti ignorati poche ore dopo i controlli

Sono bastate poche ore dal blitz del sindaco, degli assessori e della polizia locale perché l’area dell’Arco Muto e delle Grotte di Nerone tornasse a riempirsi di bagnanti, nonostante il divieto di stazionamento e transito imposto per motivi di sicurezza. Ombrelloni, teli da mare e decine di persone hanno nuovamente occupato l’arenile, mentre numerosi ragazzi hanno ripreso ad arrampicarsi sul promontorio dell’Arco Muto per tuffarsi in acqua, ignorando il divieto in vigore da due anni dopo il distaccamento parziale della falesia. Il sopralluogo effettuato in mattinata dall’amministrazione comunale insieme agli agenti della polizia locale non è dunque bastato a scoraggiare l’accesso nelle aree interdette, che nel giro di poche ore sono tornate a essere affollate. A preoccupare non è soltanto il mancato rispetto delle ordinanze, ma anche lo stato di degrado in cui versa parte del promontorio, dove continuano ad accumularsi rifiuti tra scogli, anfratti e tunnel. «Vanno bene i controlli del Comune – racconta un bagnante – ma servono verifiche costanti e un presidio fisso per impedire che vengano violate le zone interdette. Sarebbe inoltre importante intervenire con una bonifica delle aree invase dai rifiuti. Parliamo di un sito archeologico di grande valore che merita di essere tutelato ogni giorno». La situazione riaccende il dibattito sulla necessità di rafforzare la vigilanza in uno dei tratti più suggestivi del litorale di Anzio, dove il richiamo del mare continua a prevalere sui divieti e sui rischi legati all’instabilità della falesia.

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