mercoledì, Luglio 8, 2026

Marine Le Pen condannata, un anno con il braccialetto elettronico: “Io innocente, mi candido alle presidenziali”

Dopo essere stata giudicata colpevole di appropriazione indebita di fondi pubblici in relazione agli incarichi fittizi di assistenti parlamentari europei in primo grado, Marine Le Pen è stata condannata anche in Appello. Nonostante la sentenza per la leader del Rassemblement National si riapre la corsa all’Eliseo del 2027. Nel corso di un’intervista in tv questa sera a Tf1 ha detto: “Io sono innocente, a oggi sono candidata a elezioni presidenziali”. “Faremo partire la campagna elettorale” per le elezioni presidenziali del 2027 “questa sera e opereremo per il risanamento della Francia”, ha affermato ai microfoni di Tf1. Dopo la sentenza di oggi “sono stata felice che i giudici hanno reso ai francesi la libertà di votare e a me l’eleggibilità”, ha affermato a Tf1 Le Pen ribadendo la sua innocenza. Le Pen presenterà ricorso in Cassazione e ribadisce la sua intenzione di fare campagna elettorale senza braccialetto elettronico perché se la Cassazione dovesse accogliere il suo ricorso sospenderà questa misura cautelare. La Corte di Appello di Parigi oggi ha condannatoe Le Pen ma ha ridotto la sua condanna – che in primo grado era di 4 anni di carcere di cui due con la sospensione condizionale della pena, a una multa di 100mila euro e a 5 anni di ineleggibilità con esecuzione provvisoria – portandola a 3 anni di reclusione di cui due con la sospensione condizionale della pena e un anno con il braccialetto elettronico a 45 mesi di ineleggibilità, di cui 30 con condizionale (i restanti 15 mesi sono già stati scontati) e sempre 100mila euro di multa. Ora ci sono dieci giorni di tempo per il ricorso in Cassazione. Marine Le Pen si appella a un cavillo relativo all’applicazione dell’articolo 432.15 del codice penale, sostenendo che i fondi europei, nel suo caso, del Parlamento europeo, che, come ha confermato oggi la Corte di Appello di Parigi, ha stornato per anni per versare gli stipendi di personale del partito a Parigi, sono utilizzabili come finanziamenti pubblici, “per fare politica nazionale e non politica europea”, come ha detto a Tf1. “Due gradi di giudizio possono commettere un errore”, ha aggunto. Il vantaggio per la leader del Rassemblement National è però quello della sospensione, da quando sarà presentato il ricorso, fino a che non ci sarà il pronunciamento, vale a dire, in regime di presunzione di innocenza, dell’obbligo a portare il braccialetto elettronico. La procuratrice generale presso la Corte di Appello di Parigi Marie Suzanne Le Quéau, invece, rifletterà invece sul possibile ricorso in Cassazione contro la sentenza di oggi che riduce i termini dell’ineggibilità di Le Pen, e annuncerà la sua decisione “la prossima settimana”. Io e Jordan Bardella siamo “un ticket vincente”, ha affermato Le Pen ai microfoni di Tf1 confermando la sua candidatura alle elezioni e che Bardella sarà il suo premier in caso di vittoria. “Offriamo ai francesi un binomio di reale solidità con convinzioni molto forti”, ha aggiunto. Le Pen, durante la lettura della sentenza, è rimasta impassibile e ha lasciato il palazzo di Giustizia senza rilasciare dichiarazioni dopo l’annuncio della sentenza. All’uscita dall’aula, riferiscono i media francesi, Rodolphe Bosselut, avvocato della leader di RN, si è detto “parzialmente soddisfatto” di questa decisione in appello. “È un buon inizio”, ha affermato sottolineando che rispetto alla sentenza di primo grado c’è stato “un cambiamento significativo, in particolare per quanto riguarda la pena di ineleggibilità” ed è “un punto estremamente importante”: “Ora stiamo valutando la decisione nel suo complesso. Ne discuteremo questo pomeriggio e decideremo in un secondo momento sulle eventuali azioni da intraprendere a seguito di questa decisione”. La settimana scorsa Le Pen aveva sostenuto che non era possibile fare campagna con il braccialetto elettronico. “Se potrò candidarmi, mi candiderò, a patto di poter fare campagna elettorale” aveva dichiarato spiegando che “quando si è candidati alla presidenza, si deve essere completamente liberi di muoversi” e che questo non è possibile se si indossa un braccialetto elettronico. Marine Le Pen ma non solo. La condanna per il partito Rassemblement National, erede del Front National, che era stato condannato in primo grado a 2 milioni di euro di multa (di cui 1 milione con la condizionale) e alla confisca di 1 milione di euro già sotto sequestro è stata confermata in appello. Oltre a Le Pen sono stati condannati oggi altri esponenti del Rn tra i quali il sindaco di Perpignan ed ex compagno di Marine Le Pen a 1 anno di carcere con la condizionale, 5.000 euro di multa, 2 anni di ineleggibilità con la condizionale; il deputato dell’Yonne e portavoce di Rn Julien Odoul a 8 mesi con la condizionale e 1 anno di ineleggibilità, l’eurodeputata Catherine Griset a 1 anno di carcere con la condizionale e 2 anni di ineleggibilità, il deputato dell’Eure Timothée Houssin a 1 anno di ineleggibilità con la condizionale, l’eurodeputato Nicolas Bay a 1 anno di carcere con la condizionale, 5 mila euro di multa e a 2 anni di ineleggibilità, l’ex deputato europeo tra il 1989 e il 2019 Bruno Gollnisch a 3 anni di carcere con la condizionale, 25 mila euro di multa e 3 anni di ineleggibilità, l’ex eurodeputato Fernand Le Rachinel a 2 anni di carcere con la condizionale e 15 mila euro di multa, l’ex tesoriere del Fn, Wallerand de Saint Just a 3 anni di carcere con la condizionale, 50 mila euro di multa e 1 anno di inelegibilità, l’ex contabile del Fn Nicolas Crochet con 3 nni di carcere, 70 mila euro di multa e 3 anni di ineleggibilità e Guillaume l’Huillier, ex direttore di gabinetto di Jean-Marie Le Pen a 1 anno di carcere e 2 anni di inegibilità con la condizionale. Altri tredici esponenti del partito di estrema destra avevano deciso di non fare appello.

 

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