sabato, Luglio 11, 2026

Nel 2029 serviranno oltre 2,2 milioni di lavoratori domestici nel Lazio

Il fabbisogno familiare di cura e assistenza in Italia è destinato ad aumentare in modo significativo nei prossimi anni. Secondo le stime elaborate da Assindatcolf insieme al Centro Studi e Ricerche IDOS, nell’ambito del Rapporto 2026 Family (Net) Work, nel 2029 saranno necessari almeno 2 milioni e 211 mila lavoratori domestici tra colf e badanti. Le proiezioni indicano un fabbisogno composto da 1.068.000 badanti, di cui 784.000 straniere (73,4%), 1.144.000 colf, di cui 742.000 straniere (64,8%). Nel triennio 2027‑2029 si prevede un incremento complessivo di 122.000 lavoratori, pari a 40.522 unità l’anno. Di questi, solo 7.440 saranno italiani, mentre 33.000 saranno stranieri, di cui circa 24.000 non comunitari. Lo studio evidenzia un fenomeno critico: l’invecchiamento della forza lavoro domestica. Nel 2024, oltre l’11% degli addetti stranieri aveva più di 65 anni. Il report parla di un mercato del lavoro “caratterizzato da scarso ricambio generazionale e da una crescente dipendenza da lavoratori anziani, spesso ancora attivi per necessità economiche e per la natura poco tutelata delle carriere nel settore”. Il trend è particolarmente evidente tra le badanti donne nel 2015 le over 65 erano il 4,3%, nel 2024 sono salite al 16%. È prevedibile che molte lavoratrici dovranno lasciare il settore nei prossimi anni, per limiti di età o motivi fisici. Per colmare il vuoto, l’81,6% dei 122.000 nuovi lavoratori necessari dovrà essere straniero, tre quarti non comunitario. Il problema non è solo l’invecchiamento, ma anche la mancanza di ricambio generazionale. Una survey realizzata da Assindatcolf con il supporto del Censis mostra che il 72% degli italiani ritiene che il lavoro domestico sia poco o per niente stimato socialmente e il 54,4% non vorrebbe che un figlio o una figlia lo svolgesse Eppure, la percezione dell’utilità è molto alta: l’80,1% lo considera un lavoro importante e l’89,4% ritiene che contribuisca in modo significativo al benessere della società Un paradosso che contribuisce alla difficoltà delle famiglie nel reperire personale, soprattutto per sostituzioni brevi (come quelle estive) e per regimi di convivenza.Secondo gli ultimi dati INPS, nel 2025 i lavoratori domestici con almeno un contributo versato sono stati 804.464, in calo del 2,3% rispetto al 2024. È il quarto anno consecutivo di flessione. Dopo la crescita del biennio 2020‑2021, legata alla regolarizzazione spontanea durante il lockdown e al decreto Rilancio, il settore ha perso circa 173.000 lavoratori regolari tra il 2021 e il 2025. Secondo Assindatcolf e Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, nel 2023 il tasso di irregolarità ha raggiunto il 55,4%. Le ragioni sono principalmente economiche: il costo del lavoro regolare è molto elevato mancano agevolazioni fiscali che rendano conveniente assumere in chiaro Le famiglie, pur avendo bisogno di assistenza, spesso ricorrono al lavoro irregolare per contenere le spese. Per contrastare l’irregolarità e sostenere le famiglie, Assindatcolf propone da anni: deduzione totale del costo del lavoro regolare oppure credito d’imposta al 50%.

 

Articoli correlati

Ultimi articoli