sabato, Luglio 11, 2026

Santa Marinella, protesta al Pura Vida: raccolta firme per riattivare il servizio di salvataggio in mare

Sicurezza in mare e vincoli burocratici tornano al centro del dibattito sul litorale di Santa Marinella. Nel fine settimana, sabato e domenica, presso la spiaggia libera “La Toscana”, i gestori dello stabilimento balneare Pura Vida promuoveranno una mobilitazione pubblica con una raccolta firme per chiedere l’immediata riattivazione del servizio di salvataggio, ritenuto indispensabile per garantire la sicurezza dei bagnanti in uno dei tratti di costa più delicati e suggestivi del Lazio. L’iniziativa nasce dalla complessa vicenda giudiziaria che da mesi interessa la struttura, con alcune aree ancora sottoposte a sequestro e una parte delle attività rimaste sospese. La protesta, spiegano i promotori, non vuole essere soltanto un momento di sensibilizzazione sulla situazione amministrativa e giudiziaria, ma anche un appello rivolto alle istituzioni affinché venga affrontato il tema della sicurezza in un tratto di litorale caratterizzato da particolari difficoltà logistiche e ambientali. La spiaggia del Pura Vida si trova infatti in prossimità del Banzai, lo storico surf spot considerato uno dei più importanti d’Italia, un’area frequentata da sportivi, appassionati del mare e numerosi bagnanti durante la stagione estiva. Proprio la conformazione della zona rappresenta il principale motivo di preoccupazione per i gestori, che sottolineano come l’assenza di un presidio di salvataggio possa aumentare i rischi in caso di condizioni meteo marine avverse. «In condizioni meteo marine difficili il Pura Vida diventa una delle spiagge libere più pericolose d’Italia – spiega il titolare della concessione Federico Filosini –. Avendo un accesso precluso dai muri delle ville, il nostro servizio di salvataggio è completamente necessario in quanto diverso». Secondo i gestori, per anni la particolare conformazione del luogo ha richiesto modalità operative specifiche, autorizzate attraverso permessi speciali che hanno consentito di garantire il controllo dello specchio d’acqua con strumenti adeguati alle caratteristiche della zona. Tra questi l’utilizzo di moto d’acqua per interventi rapidi in mare aperto, quad e mezzi fuoristrada per superare le difficoltà di accesso dalla terraferma e personale qualificato con esperienza maturata negli anni al fianco delle autorità competenti. «Fino ad oggi abbiamo sempre collaborato con le autorità competenti – aggiunge Filosini –. Facciamo un lavoro speciale che in pochi in Italia svolgono e non riteniamo giusto che ci venga preclusa questa attività, importante soprattutto per la sicurezza e la tutela dei bagnanti». La raccolta firme rappresenta dunque un tentativo di coinvolgere direttamente cittadini e frequentatori della spiaggia, chiedendo un intervento che consenta di ripristinare il servizio di assistenza in mare prima del pieno ingresso nella stagione estiva. Sullo sfondo resta il confronto tra le esigenze di tutela amministrativa e giudiziaria della struttura e la necessità di garantire un presidio di sicurezza in un tratto di costa dove, secondo i gestori, la presenza dei soccorritori rappresenta un elemento fondamentale per evitare situazioni di emergenza.

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