di Alessandro Ceccarelli
Il mondo del cinema piange Sam Neill, l’attore neozelandese diventato celebre a livello internazionale per il ruolo del paleontologo Alan Grant nella saga di Jurassic Park. L’interprete è morto oggi a Sydney, in Australia, all’età di 78 anni. La notizia è stata annunciata dalla famiglia attraverso un comunicato, nel quale viene spiegato che la scomparsa è stata “improvvisa e inaspettata”. “Sam era circondato dai suoi cari e se n’è andato con la dignità che ha contraddistinto tutta la sua vita”, si legge nella nota, che precisa inoltre come l’attore fosse riuscito a superare il tumore del sangue contro cui aveva combattuto negli ultimi anni e fosse ormai libero dalla malattia. Nato il 14 settembre 1947 a Omagh, nell’Irlanda del Nord, con il nome di Nigel John Dermot Neill, si trasferì in Nuova Zelanda da bambino insieme alla famiglia. Dopo gli studi in letteratura inglese all’Università di Canterbury, si avvicinò al teatro e al cinema, iniziando una carriera destinata a durare oltre cinque decenni e a renderlo uno degli attori più apprezzati del panorama internazionale. Gli esordi arrivarono negli anni Settanta con il cinema neozelandese, ma fu il film Sleeping Dogs del 1977 a metterlo per la prima volta sotto i riflettori. La consacrazione internazionale arrivò nel 1979 con My Brilliant Career, al fianco di Judy Davis, interpretazione che gli spalancò le porte delle grandi produzioni hollywoodiane. Negli anni Ottanta dimostrò una straordinaria versatilità recitando in film di generi molto diversi, dal thriller Dead Calm con Nicole Kidman e Billy Zane al dramma storico A Cry in the Dark, fino al ruolo del comandante Vasili Borodin nel celebre The Hunt for Red October con Sean Connery e Alec Baldwin. Ogni interpretazione contribuì a consolidare la sua fama di attore elegante, intenso e capace di passare con naturalezza dal cinema d’autore ai grandi blockbuster. Il ruolo che lo rese un’icona mondiale arrivò nel 1993 quando Steven Spielberg lo scelse per interpretare il dottor Alan Grant in Jurassic Park. La sua interpretazione del paleontologo razionale e affascinato dai dinosauri conquistò milioni di spettatori, trasformandolo nel volto simbolo della saga. Neill tornò a vestire quei panni in Jurassic Park III nel 2001 e, a distanza di oltre vent’anni, in Jurassic World Dominion nel 2022, riunendosi con gli storici protagonisti Laura Dern e Jeff Goldblum in un ritorno accolto con entusiasmo dai fan di tutto il mondo. Accanto ai successi commerciali, Sam Neill costruì anche una brillante carriera nel cinema d’autore. Indimenticabile la sua interpretazione nel capolavoro The Piano di Jane Campion, Palma d’Oro a Cannes e vincitore di tre Premi Oscar, dove diede vita a un personaggio complesso e tormentato. Nel corso della sua carriera lavorò inoltre con alcuni dei più importanti registi internazionali, prendendo parte a produzioni come Event Horizon, Bicentennial Man, The Horse Whisperer e numerose opere indipendenti che misero in risalto la sua straordinaria capacità interpretativa. Anche il piccolo schermo gli regalò grandi soddisfazioni. Interpretò il cardinale Thomas Wolsey nella serie The Tudors, ruolo che gli valse importanti riconoscimenti, e negli ultimi anni conquistò una nuova generazione di spettatori con la partecipazione a Peaky Blinders, oltre a numerose miniserie televisive di successo. La sua presenza scenica, unita a uno stile sobrio e raffinato, lo rese uno degli interpreti più ricercati sia dal cinema sia dalla televisione. Fuori dal set conduceva una vita lontana dai riflettori nella sua tenuta vinicola Two Paddocks, in Nuova Zelanda, dedicandosi con passione alla viticoltura, alla tutela dell’ambiente e alla divulgazione attraverso i social, dove condivideva momenti della quotidianità alternando ironia, riflessioni e racconti della propria carriera. Nel 2023 pubblicò l’autobiografia Did I Ever Tell You This?, nella quale raccontò anche la battaglia contro il linfoma che lo aveva colpito nel 2022. Dopo le cure innovative, nei mesi scorsi aveva annunciato di essere libero dal cancro. Con la sua scomparsa il cinema internazionale perde uno dei suoi interpreti più carismatici e amati, capace di attraversare generazioni e generi cinematografici con naturalezza, lasciando un’eredità artistica composta da decine di film entrati nella storia e da personaggi che continueranno a vivere nella memoria del pubblico.







