giovedì, Luglio 16, 2026

Il primo stop del Comune

Prosegue il confronto amministrativo tra la società Gusto S.r.l. e il Comune di Ardea sull’apertura della pescheria all’interno del supermercato di via Laurentina. Dopo una prima fase caratterizzata da ricorsi e provvedimenti contrapposti, la vicenda si è arricchita di un nuovo capitolo con il rigetto, da parte dell’amministrazione comunale, della seconda Segnalazione certificata di inizio attività presentata dalla società per avviare l’esercizio commerciale in maniera autonoma. La procedura iniziale, infatti, si era interrotta nel febbraio 2026, quando il Comune di Ardea aveva disposto il divieto di prosecuzione dell’attività e l’archiviazione della pratica amministrativa relativa al subingresso nel reparto ittico. Contro quel provvedimento era stato presentato ricorso dalla società proprietaria del supermercato, ma il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio aveva dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo che il soggetto che aveva impugnato l’atto non fosse legittimato a contestare direttamente il provvedimento adottato dal Comune. La vicenda era poi arrivata anche davanti al Consiglio di Stato, che pur respingendo la richiesta cautelare aveva indicato una possibile soluzione alternativa per superare l’impasse amministrativa. I giudici avevano infatti osservato che l’interesse della società avrebbe potuto essere soddisfatto attraverso la presentazione di una SCIA autonoma da parte di Gusto S.r.l., anziché attraverso una procedura di subingresso. Seguendo questa indicazione, nel giugno 2026 la società aveva quindi presentato una nuova Segnalazione certificata di inizio attività, questa volta per l’apertura autonoma di un esercizio di vicinato nel settore alimentare. Anche questa iniziativa, tuttavia, non ha avuto esito positivo. Il Comune di Ardea ha infatti dichiarato la pratica irricevibile e improcedibile, disponendo nuovamente il divieto di prosecuzione dell’attività. Secondo l’amministrazione comunale, la procedura adottata dalla società non sarebbe conforme alla normativa vigente, poiché la presentazione della pratica avrebbe dovuto essere effettuata dalla società titolare della media struttura di vendita e non direttamente dall’operatore del reparto ittico. Inoltre, il Comune sostiene che l’inserimento di un esercizio commerciale autonomo all’interno della struttura autorizzata come media superficie di vendita potrebbe modificare l’assetto commerciale originariamente approvato, creando una configurazione differente rispetto a quella prevista dai titoli autorizzativi. La controversia resta quindi aperta e sarà ora il Tribunale Amministrativo Regionale a dover valutare nel merito la complessa vicenda, con la discussione del ricorso fissata per il 28 ottobre 2026.

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