Le presenze turistiche in Italia sono aumentate di oltre dieci volte nell’ultimo secolo, superando nel 2024 la soglia dei 535 milioni di pernottamenti. È quanto emerge dall’analisi diffusa dall’Istat, che ripercorre l’evoluzione del turismo italiano, evidenziando i profondi cambiamenti nella provenienza dei visitatori e nella distribuzione dei flussi sul territorio. Tra il 2015 e il 2025, Roma si conferma il principale motore della crescita del turismo nazionale. Insieme a Milano, Venezia e Firenze, la Capitale rientra nei quattro maggiori poli turistici italiani, che complessivamente concentrano il 17,2% delle presenze registrate nel Paese. A distinguersi è soprattutto Roma, che da sola nel 2025 raccoglie il 9,4% di tutte le presenze nazionali, consolidando il proprio ruolo di prima destinazione turistica italiana. L’Istat sottolinea inoltre come nei principali comuni turistici prevalga nettamente la componente internazionale: nel 2025 i visitatori stranieri rappresentano oltre il 75% delle presenze a Roma, Milano, Venezia e Firenze, mentre a Napoli superano il 60% del totale. L’analisi fotografa anche il cambiamento del posizionamento dell’Italia nel panorama europeo. Nel 1995 il Paese era il primo nell’Unione europea per numero di presenze negli esercizi ricettivi, con 286 milioni di pernottamenti. Nel 2024 è stato superato dalla Spagna, sostenuta soprattutto dalla domanda estera, mentre Francia e Germania mantengono una maggiore incidenza del turismo domestico. Profonda anche la trasformazione della provenienza dei turisti stranieri. Nel 1962 quasi l’85% delle presenze internazionali arrivava da sette Paesi e la sola Germania rappresentava circa il 40% dei pernottamenti esteri. Nel 2025, invece, il 42% dei visitatori stranieri proviene da altri Paesi e la quota dei turisti extraeuropei raggiunge il 25% del totale. Cambia infine anche la geografia del turismo italiano. Se nel 1962 circa tre quarti delle presenze erano concentrati in Emilia-Romagna, Veneto, Liguria, Lombardia, Toscana, Trentino-Alto Adige e Lazio, con il Mezzogiorno fermo all’11,7%, nel 2025 il peso delle regioni meridionali risulta raddoppiato, pur restando elevata la concentrazione dei flussi in alcune delle principali destinazioni del Paese. Per il Lazio, l’Istat ricorda che già negli anni Sessanta era una delle poche regioni in cui i turisti stranieri costituivano la componente prevalente. Oggi le presenze estere superano la metà del totale in undici regioni italiane, confermando una progressiva internazionalizzazione dell’offerta turistica nazionale.







