mercoledì, Luglio 22, 2026

Omicidio Diabolik, i giudici: “Su Calderon poche prove e controverse”

Presenza di elementi fortemente suggestivi, ma nessuna prova certa di colpevolezza. Sono state rese note le motivazioni della sentenza della corte d’Assise di Appello che lo scorso 8 maggio aveva assolto Raul Esteban Calderon nel processo per l’omicidio di Fabrizio Piscitelli, noto come Diabolik, ucciso con un colpo alla testa il 7 agosto del 2019, nel parco degli Acquedotti a Roma. La procura aveva chiesto di confermare l’ergastolo per Calderon con il riconoscimento dell’aggravante del metodo mafioso. I giudici di appello avevano invece ribaltato la sentenza. Nelle motivazioni, rese note oggi, scrivono: “Pur in presenza di elementi fortemente suggestivi, rappresentati principalmente dal coinvolgimento in altri episodi criminosi, commessi con modalità simili” deve ritenersi “non pienamente dimostrata, al di là di ogni ragionevole dubbio, la responsabilità dell’imputato in ordine ai delitti ascrittigli”. I giudici parlano di pochi e controversi elementi di prova a carico dell’imputato. Nelle motivazioni viene evidenziato anche come gran parte della sentenza di primo grado si concentri sull’individuazione dei possibili mandanti e del movente dell’omicidio, piuttosto che sulla posizione dell’imputato indicato come esecutore materiale.

 

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