Nuovo campanello d’allarme per la qualità delle acque del litorale di Cerveteri. I monitoraggi effettuati lungo la costa laziale hanno infatti evidenziato un livello di inquinamento alla foce del Fosso Zambra, a Marina di Cerveteri, inserendo il sito tra quelli risultati non conformi nel corso dell’ultima campagna di campionamenti. Un dato che richiama ancora una volta l’attenzione sulle criticità ambientali legate agli sbocchi dei corsi d’acqua che attraversano il territorio prima di raggiungere il mare. Il quadro emerso dai controlli lungo la provincia di Roma presenta situazioni differenti a seconda delle località. È risultato entro i limiti il campione prelevato alla foce del canale su via Aurelia, all’altezza del chilometro 64 nel territorio di Santa Marinella, mentre il prelievo effettuato alla foce del Fosso Zambra a Marina di Cerveteri è stato classificato come inquinato. Ancora più critica la situazione rilevata poco più a sud, a Ladispoli, dove il campione prelevato alla foce del Rio Vaccina è stato definito fortemente inquinato, mentre a Fiumicino è risultato inquinato anche il punto di campionamento in mare di fronte alla foce del fiume Arrone. Migliore, invece, il quadro riscontrato lungo il resto del litorale romano. Entro i limiti sono risultati i campioni prelevati alla foce del canale dei Pescatori a Ostia, davanti alla foce del canale all’altezza di via Filadelfia, conosciuto come canale Crocetta, così come quelli effettuati nella marina di Ardea in corrispondenza della foce del Rio Torto e del Fosso Grande, entrambi privi di sbocco al mare al momento dei controlli. Esito positivo anche per il punto di campionamento situato all’altezza del depuratore comunale del Lido dei Gigli ad Anzio e per quello presso il canale Loricina, in via Matteotti, a Nettuno. Proprio in quest’ultima località, tuttavia, i tecnici hanno riscontrato la presenza di numerosi bagnanti in acqua nonostante l’area sia interessata da un divieto di balneazione e non risulti classificata come zona balneabile secondo il Portale Acque del Ministero della Salute. I risultati confermano l’importanza del monitoraggio costante della qualità delle acque, soprattutto in prossimità delle foci dei corsi d’acqua, dove il rischio di contaminazione resta più elevato e rappresenta uno degli aspetti più delicati per la tutela dell’ambiente e della salute dei bagnanti.







