mercoledì, Luglio 29, 2026

Roma, i rider si fermano contro il caldo estremo: il 31 luglio sciopero e presidio in piazza

Le consegne a domicilio si fermeranno per un giorno nella Capitale. Venerdì 31 luglio i rider incroceranno le braccia per protestare contro le condizioni di lavoro imposte dalle ondate di calore che da settimane interessano Roma e il Lazio, trasformando le strade cittadine in una fornace a cielo aperto. Lo sciopero generale del settore del food delivery e dei servizi di recapito è stato proclamato dalla Cgil di Roma e Lazio e dal Nidil Cgil di Roma e Lazio, che hanno organizzato anche un presidio di protesta a partire dalle 9.30 in piazza Re di Roma. Al centro della mobilitazione ci sono le condizioni di sicurezza dei lavoratori che operano quotidianamente all’aperto, spesso nelle ore più calde della giornata. Secondo le organizzazioni sindacali, nonostante l’ordinanza della Regione Lazio vieti le attività considerate a elevato rischio termico durante le fasce orarie più critiche, le principali piattaforme digitali continuerebbero a non adottare misure adeguate per tutelare i propri collaboratori. Tra le criticità denunciate figurano l’assenza di punti di ristoro, la mancata distribuzione di acqua, l’inesistenza di indennità specifiche per affrontare le giornate caratterizzate da temperature estreme e la prosecuzione delle attività senza particolari limitazioni. I sindacati sostengono che migliaia di rider siano costretti ogni giorno a scegliere tra la tutela della propria salute e la necessità di lavorare per garantirsi un reddito. Una situazione resa ancora più delicata, spiegano Cgil e Nidil, dal funzionamento degli algoritmi utilizzati dalle piattaforme per assegnare turni e consegne. Chi decide di interrompere il servizio per evitare di esporsi al caldo rischierebbe infatti di essere penalizzato nelle successive assegnazioni, riducendo così le proprie possibilità di guadagno. Per questo le organizzazioni dei lavoratori chiedono un intervento immediato delle istituzioni e delle aziende del settore. Tra le proposte avanzate figurano l’introduzione di strumenti di sostegno al reddito per le categorie escluse dagli ammortizzatori sociali tradizionali e il pieno riconoscimento del lavoro subordinato, con il conseguente accesso ai diritti previsti per gli altri lavoratori, come ferie retribuite, malattia, tutele contro gli eventi climatici estremi e un salario ritenuto adeguato. La protesta si inserisce in un’estate caratterizzata da temperature eccezionalmente elevate che hanno acceso i riflettori sulle condizioni di chi svolge attività lavorative all’aperto, dai cantieri ai parchi archeologici fino ai servizi di consegna. Per i sindacati la giornata del 31 luglio rappresenta un’occasione per ribadire un principio considerato imprescindibile: la salute e la sicurezza dei lavoratori non possono essere subordinate alle esigenze produttive o alle logiche di profitto delle piattaforme digitali.

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