giovedì, Luglio 30, 2026

Guerra in Iran, il presidente Trump ribadisce:”Colpiremo molto duramente”

“Colpiremo l’Iran molto duramente, perché è il nostro turno farlo. Sanno che sta arrivando, ci stanno chiedendo di non farlo”. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump. “Abbiamo abbattuto cinque razzi che viaggiavano a 8.500 km l’ora. Ci hanno provato, ora tocca a noi”, ha aggiunto. “I mezzi del Centcom hanno colpito decine di obiettivi dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (Irgc in Iran, inclusi centri di comando militare, strutture per missili e droni, siti di sorveglianza e difesa costiera e capacità marittime”.
Così il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), in una nota, a conclusione dell’intensa ondata di raid contro l’Iran avviata in risposta ai tentati attacchi missilistici di ieri contro le forze americane. “Gli attacchi miravano a ridurre ulteriormente le minacce poste dall’Iran e dai suoi gruppi affiliati alle forze statunitensi, al traffico marittimo commerciale e ai Paesi del Golfo vicini. Il 28 luglio, le forze dell’Irgc hanno lanciato molteplici missili balistici dall’Iran in un tentato attacco a sorpresa contro le forze statunitensi di stanza in Medio Oriente. Tutti i missili iraniani sono stati intercettati con successo. Oltre 50mila militari statunitensi sono attualmente dislocati in Medio Oriente e – conclude la nota – mantengono il massimo livello di vigilanza, reattività e capacità operativa”. Durante l’incontro alla Casa Bianca, il presidente americano Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu hanno discusso diverse opzioni per impedire all’Iran di sviluppare armi nucleari, tra cui misure di pressione militare, diplomatica ed economica. Lo ha riferito un alto funzionario israeliano, citato da ABC News. Netanyahu non ha espresso a Trump alcuna preferenza su quale strada intraprendere, nemmeno quando gli è stato chiesto se prediligesse l’opzione militare, ha affermato il funzionario. Il funzionario ha avvertito l’Iran che, in caso di attacco a Israele, commetterebbe “un grave errore”, poiché Israele risponderebbe “con estrema fermezza” e “molto rapidamente”. Il funzionario ha chiarito che, nel rapporto tra i due leader, Trump è il “partner senior” mentre Netanyahu è il “partner junior”. Secondo il funzionario, Israele ritiene che il materiale nucleare iraniano non sia stato spostato dagli impianti nucleari bombardati dagli Stati Uniti la scorsa settimana. “Sappiamo dove si trova, non è stato spostato”, ha dichiarato. Tuttavia, in seguito, il funzionario è parso ridimensionare tale affermazione, dicendo: “Pensiamo di sapere dove si trova”, senza fornire ulteriori dettagli. L’Arabia Saudita si prepara a  lanciare una coalizione internazionale nel Mar Rosso contro gli Houthi. Lo riporta Al Monitor, secondo il quale “circa cinquanta  Paesi” sono stati invitati a partecipare all’iniziativa, il cui  obiettivo è “proteggere le rotte commerciali marittime nel Mar Rosso e impedire che si ripetano le recenti perturbazioni del traffico  attraverso lo Stretto di Hormuz”.

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