venerdì, Luglio 31, 2026

Consorzio sociale, il centrodestra di Cerveteri: “Favorevoli al progetto, ma lo Statuto va corretto”

Il dibattito sul nuovo Consorzio sociale del distretto Roma 4.2 continua ad animare il confronto politico cittadino. Dopo le polemiche seguite all’ultimo Consiglio comunale, i consiglieri di centrodestra ribadiscono di essere favorevoli alla costituzione del Consorzio, respingendo però le accuse di chi li avrebbe descritti come contrari al progetto. «Il sindaco ha cercato di trasformare il confronto sul nuovo Consorzio sociale in una polemica politica, lasciando intendere che chi ha espresso perplessità fosse contrario al progetto. Non è così», affermano in una nota, sottolineando come le osservazioni avanzate siano il frutto di un’analisi tecnica dello Statuto. Tra le criticità evidenziate figura innanzitutto la previsione di un fondo iniziale di 80mila euro che, secondo l’opposizione, non sarebbe accompagnata da un piano economico capace di giustificarne l’importo. Altro punto contestato riguarda i criteri di ripartizione delle spese tra i Comuni di Cerveteri e Ladispoli: nello Statuto, spiegano i consiglieri, si farebbe riferimento sia a una suddivisione in parti uguali sia a un criterio basato sulla popolazione residente, creando una contraddizione che andrebbe chiarita. Perplessità vengono espresse anche sul funzionamento dell’Assemblea del futuro Consorzio. L’attuale testo prevede infatti la presenza di entrambi i Comuni e l’unanimità per l’approvazione delle decisioni, un meccanismo che, secondo il centrodestra, rischierebbe di paralizzare l’attività dell’ente qualora uno dei due Comuni fosse assente o esprimesse voto contrario. Una situazione che potrebbe compromettere l’approvazione del bilancio, del Piano Sociale di Zona e degli altri atti fondamentali, con possibili ripercussioni sui finanziamenti e sui servizi rivolti alle fasce più fragili della popolazione. Per questo motivo l’opposizione propone di introdurre strumenti già adottati in altri enti pubblici, come una seconda convocazione dell’Assemblea o l’utilizzo di maggioranze qualificate, con l’obiettivo di garantire la continuità amministrativa senza ridurre il ruolo di rappresentanza dei due Comuni.

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