venerdì, Luglio 31, 2026

Emergenza migranti a Ceuta. La premier Meloni: “Pronti a sospendere Schengen con la Spagna”

È emergenza a Ceuta, la città autonoma spagnola del nordafrica: ‘Si rischia la crisi umanitaria’, ha detto il primo ministro Sanchez, che oggi si recherà nell’enclave. Oltre 1.500 migranti sono arrivati in appena una settimana raggiungendo la costa a nuoto dal vicino Marocco. Secondo le stime delle autorità locali, oltre 62 persone di origini marocchine e algerine sono morte negli ultimi 12 mesi nelle traversate a bracciate verso il territorio spagnolo. Per far fronte alla grave crisi umanitaria, il governo spagnolo ha deciso di mobilitare l’esercito in appoggio degli agenti della Guardia Civil, impegnati nei controlli alla frontiera col Marocco. “Le forze armate rafforzeranno la Guardia Civil nell’esercizio delle proprie competenze e in quelle che possono risultare necessarie per mantenere la sicurezza nella città di Ceuta. I militari mobilitati saranno coordinati dal comando di operazioni e daranno supporto alla Guardia Civil”, informano fonti della Moncloa. La visita è stata annunciata dal ministero dell’Interno poco dopo il nuovo appello lanciato dal presidente della città autonoma, Juan Jesus Vivas, che in diverse interviste radiofoniche ha chiesto al governo di Pedro Sanchez di trattare la situazione come una “emergenza nazionale” al pari che sul fronte della lotta agli incendi. “Siamo in una situazione di assoluta emergenza umanitaria e sociale”, ha dichiarato l presidente della città autonoma Juan Jesus Vivas. “Entrano circa 300 persone al giorno e il ritmo continua ad aumentare. Se non si interviene con decisione, fra un mese ci troveremo nella situazione del maggio 2021”, quando migliaia di migranti passarono la frontiera di Ceuta, aprendo una grave crisi fra Spagna e Marocco. Secondo Vivas, gli arrivi “equivalgono a quasi il 2%” della popolazione, mentre circa 700 sono minori non accompagnati, sotto tutela dell’autorità locale, e oltre mille persone attendono di entrare nel Centro di permanenza temporanea per migranti (Ceti), sovraffollato rispetto alla capacità di circa 500 posti. In una nota, il ministero dell’Interno ha spiegato che la normativa sulla Protezione civile non consente di attivare il meccanismo di “emergenza nazionale” per i flussi migratori, ma solo in caso di calamità naturali o rischi tecnologici. L’esecutivo ha tuttavia confermato che Rabat “sta cooperando in modo leale e permanente con la Spagna” e che le forze di sicurezza marocchine stanno intercettando numerosi migranti prima che raggiungano le acque spagnole. Da parte loro i sindacati della Guardia Civil chiedono un rafforzamento di uomini e mezzi deputati ai controlli. “Sono favorevole alla chiusura dello spazio Schengen con la Spagna e ho piena fiducia nell’operato del Ministro Piantedosi. L’immigrazione irregolare e incontrollata rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale. Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incentivi il traffico di essere umani”, commenta il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. A stretto giro, la replica di Madrid: “Questo messaggio è inappropriato da parte del ministro degli Esteri di un Paese partner e amico, dal quale ci aspettiamo solidarietà europea e non demagogia di parte”, “ho convocato per domani l’ambasciatore d’Italia”, ha annunciato su X il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares. Nel frattempo, arriva il post della presidente del Consiglio: “L’Italia non resterà a guardare”. “Le immagini che arrivano da Ceuta sono impressionanti e dimostrano, ancora una volta, che l’immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Mi sono confrontata con il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi – prosegue -. L’Italia non resterà a guardare. Stiamo convocando gli organismi preposti, e all’esito di queste riunioni siamo pronti a intervenire anche con strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna. Sull’immigrazione clandestina non arretreremo di un millimetro: difendere i confini, fermare i trafficanti di esseri umani e garantire rimpatri efficaci continuerà a essere la linea di questo Governo”. Sono almeno 18 i migranti morti nel tentativo di raggiungere Ceuta a nuoto. Lo scrive El Paìs in un aggiornamento della situazione della crisi migratoria in corso, a causa della quale la Spagna ha chiuso il confine di Melilla con il Marocco dopo che centinaia di migranti hanno tentato di entrare. Secondo fonti di polizia, riporta El Paìs, le forze di sicurezza hanno recuperato i corpi di 18 persone che stavano tentando di raggiungere Ceuta a nuoto. L’accordo di Schengen sulla libera circolazione nei paesi dell’Unione europea che lo hanno sottoscritto si applica anche a Ceuta, così come all’altra enclave spagnola di Melilla in Marocco, ma con norme speciali: chiunque entri, regolarmente o meno, non può uscire liberamente, ma solo dopo controlli. Su questo la Commissione europea si è espressa più volte. “L’acquis di Schengen si applica integralmente all’intero territorio della Spagna, comprese le città di Ceuta e Melilla. Le frontiere di Ceuta e Melilla con il Marocco costituiscono inoltre frontiere esterne dell’area Schengen”, si legge nella riposta nell’interrogazione di un parlamentare europeo di Renew del 2022. “Tuttavia, conformemente al Codice Frontiere Schengen, alle città di Ceuta e Melilla si applicano norme speciali, secondo cui devono essere effettuati controlli d’identità e dei documenti al momento della partenza da Ceuta e Melilla verso la Spagna peninsulare o altri Paesi Schengen”, si precisa. La norma non è stata modificata neppure dalla recente sentenza della Corte suprema spagnola sui respingimenti, che molto polverone ha sollevato. I giudici hanno chiarito che la legge consente il respingimento immediato alla frontiera solo per gli stranieri intercettati mentre tentano di superare barriere fisiche, come recinzioni. Questo non significa che tutti coloro che arrivano per esempio via mare, che non è una barriera fisica, possano restare liberamente in Spagna e dunque nell’Unione europea. A queste persone si applica la legge sull’immigrazione che stabilisce il rimpatrio dopo un procedimento amministrativo, con l’identificazione, e una decisione formale in caso sia stata presentata una richiesta di asilo. Lo Stato spagnolo può decidere il trasferimento controllato verso la penisola per ragioni umanitarie, in caso di sovraffollamento delle strutture di accoglienza.

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