venerdì, Luglio 31, 2026

Riciclo della plastica, cresce l’allarme per la filiera degli imballaggi

Si aggrava la situazione della filiera del riciclo della plastica. A lanciare un nuovo allarme è Unirima, l’Unione Nazionale Imprese Raccolta, Recupero, Riciclo e Commercio dei Maceri e altri Materiali, che denuncia il perdurare delle difficoltà operative a oltre un mese dal precedente appello. Secondo l’associazione, i ritardi nel ritiro dei carichi pressati dai Centri Comprensoriali continuano a mettere sotto pressione le aziende del settore. Le aree di stoccaggio risultano ormai sature, con il rischio di rallentare o interrompere la raccolta differenziata degli imballaggi in plastica in diverse aree del Paese. Per Unirima non si tratta più di una criticità temporanea, ma di una vera e propria emergenza che richiede interventi immediati. Le imprese sarebbero costrette a sostenere costi sempre più elevati per lo stoccaggio dei materiali, la riorganizzazione degli spazi e il rallentamento delle attività produttive. In alcuni casi, inoltre, sarebbero già stati sospesi i conferimenti provenienti dalla raccolta differenziata comunale. L’associazione evidenzia che la situazione potrebbe avere ripercussioni sulla continuità operativa delle imprese, sull’occupazione e sull’intero sistema di gestione degli imballaggi in plastica. Tra le cause indicate figura anche il progressivo aumento delle frazioni estranee e dei materiali non riciclabili presenti nella raccolta differenziata, un fenomeno che riduce l’efficienza degli impianti e contribuisce alla saturazione delle aree destinate allo stoccaggio. Per affrontare l’emergenza, Unirima chiede l’adozione di misure straordinarie, tra cui l’individuazione di aree temporanee di stoccaggio che consentano di incrementare i ritiri dei materiali pressati. L’associazione sollecita inoltre interventi per migliorare la qualità dei conferimenti, riducendo la presenza di scarti non riciclabili. Il vicepresidente di Unirima con delega al settore plastica, Carmelo Marangi, sottolinea che le imprese stanno sostenendo costi sempre più elevati mentre gli spazi disponibili sono ormai al limite della capacità. Secondo Marangi, senza interventi rapidi il rischio concreto è il blocco della raccolta differenziata in numerose aree del Paese, con conseguenze per cittadini, Comuni e per l’intero sistema dell’economia circolare. Unirima rinnova infine l’appello alle istituzioni affinché vengano adottate con urgenza le misure necessarie a garantire il regolare funzionamento della filiera del riciclo della plastica e il raggiungimento degli obiettivi nazionali di economia circolare.

 

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