giovedì, Agosto 6, 2026

La morte di Dafne Rebaudo. Il Gip convalida il carcere per il compagno

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Non una caduta accidentale né un suicidio, ma un omicidio volontario, un femminicidio. Dafne Rebaudo, la 30enne precipitata il 13 luglio scorso da un terrazzo condominiale in via dell’Archeologia a Tor Bella Monaca è stata uccisa. Un’ipotesi investigativa che ha trovato d’accordo il giudice per le indagini preliminari. Il gip ha convalidato il fermo e disposto il carcere per Mohamed Trabelsi. Il compagno della ragazza ha risposto alle domande del magistrato, professandosi innocente.
A suo carico peserebbero però gli elementi investigativi raccolti dalla polizia. Per la Procura di Roma, Dafne sarebbe stata spinta giù, forse al culmine di una lite.
Trabelsi, con precedenti per droga, ha sempre raccontato di essere tornato a casa intorno alle 5 quando la compagna era già morta. Una versione smentita dalle immagini delle telecamere. Filmati in cui si vedrebbe la ragazza salire con una borsetta in mano e un cane e l’uomo scendere poco dopo con la stessa borsa e il cane che oppone resistenza.
A rafforzare il quadro indiziario anche le testimonianze di alcuni condomini che hanno parlato di frequenti liti tra la vittima e l’indagato.

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