giovedì, Agosto 6, 2026

Carburante annacquato, maxi operazione su distributori a Roma. Urso: “Blitz dopo le denunce”

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Questa mattina è scattata una maxi operazione della Guardia di Finanza a Roma. Le Fiamme gialle dalle prime ore di oggi sono impegnate nei controlli della qualità dei carburanti venduti negli impianti di distribuzione della Capitale, in collaborazione con esperti. Nel mirino dei finanzieri in particolare il gasolio, più facilmente adulterabile. “In queste ore la Guardia di Finanza sta svolgendo una vasta operazione a Roma per verificare la qualità dei carburanti venduti nei distributori, dopo le denunce di alcuni meccanici relativi alla possibile vendita, a ignari automobilisti, di carburante allungato o annacquato”: lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in risposta al question time oggi alla Camera. Non solo controllo dei prezzi e delle licenze, ma indagini a 360 gradi quelle che la Guardia di Finanza effettua, costantemente, a cadenze regolari tutto l’anno, nei distributori di carburante. A descrivere all’Adnkronos i vari passaggi seguiti durante i blitz delle Fiamme Gialle è stata il maresciallo Chiara Pusceddu del terzo Nucleo Operativo della Gdf di Roma, in occasione dei controlli effettuati questa mattina nella Capitale in alcune stazioni di rifornimento. “Appena arrivati all’impianto, la prima cosa che andiamo a controllare sono le licenze, la conformità dei prezzi, fra pubblicati, praticati e comunicati al portale del Mimit. Successivamente, controlliamo la qualità del prodotto con le ‘steccate'”, ha spiegato il maresciallo, ovvero l’apertura da parte dei funzionari della finanza delle cisterne degli impianti per verificare la quantità di carburante presente, utilizzando una stecca in ferro che viene immersa fino al fondo della cisterna del distributore. Poi, con una speciale pasta applicata sulla stessa stecca, rilevano se, oltre al combustibile, sono presenti acqua, oli o altri liquidi. “Infine – ha concluso il maresciallo Pusceddu – procediamo a prelevare 6 campioni di carburante”, riempiendo dei barattoli in alluminio da circa un litro ciascuno, direttamente dalla pistola erogatrice: i campioni vengono chiusi, sigillati e catalogati, per poi essere portati in laboratorio e “all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, per verificare la genuinità del prodotto”.

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