giovedì, Agosto 6, 2026

Iran-Usa, gli Houthi attaccano una petroliera saudita nel Mar Rosso

- Advertisement -

Gli Stati Uniti, l’Iran e l’Oman sono vicini a un accordo provvisorio di 2 mesi per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo riferisce Axios, sulla base delle informazioni fornite da due fonti regionali e da un funzionario americano. Gli Usa puntano ad annunciare l’intesa nella giornata di oggi. L’accordo, dopo lo stop agli attacchi ordinato dal presidente Donald Trump, mira a ripristinare il cessate il fuoco e a favorire la ripresa dei negoziati sul programma nucleare di Teheran. “Stiamo avendo ottimi colloqui”, dice Trump in un’intervista a Fox News. Il presidente americano preannuncia novità “entro 48 ore” minacciando per l’ennesima volta conseguenze durissime per la repubblica islamica se lo Stretto non verrà riaperto “molto presto”. “Lo Stretto sarà aperto molto presto o verranno colpiti duramente. E poi lo Stretto sarà aperto. Stavamo per effettuare un attacco tremendo, il più pesante dalla Seconda Guerra Mondiale. Mi hanno chiamato e mi hanno detto molto educatamente: ‘Per favore, possiamo parlare?’. Ho detto: ‘Sì, possiamo parlare. Facciamolo l’accordo finalmente'”. “Gli americani hanno dimostrato più volte di non essere affidabili. Il presidente statunitense Donald Trump ha una personalità instabile. Gli Stati Uniti e Israele hanno violato diverse clausole dell’accordo di cessate il fuoco. Qualsiasi passo compiuto dagli americani incontrerà una contromossa da parte dell’Iran, con una forza ben maggiore. Qualsiasi proposta avanzata dagli Stati Uniti, sia nell’ambito dei negoziati che in altre iniziative, dovrebbe essere accolta con scetticismo”, ha dichiarato il segretario della Commissione parlamentare per la sicurezza nazionale iraniana Behnam Saidi. “L’Iran non concluderà alcun accordo sotto minaccia”, riporta Sepah News, sito web del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, citando un funzionario informato sui negoziati in corso tra Teheran ed il Sultanato dell’Oman. La fonte ha affermato che “il ritardo nel raggiungimento di un accordo con l’Oman sullo Stretto di Hormuz è dovuto principalmente all’interferenza Usa e le minacce di Trump”, sottolineando che “finché persisteranno le interferenze e le minacce di un attacco militare contro l’Iran, l’accordo rimarrà bloccato”. La fumata bianca prevederebbe un’intesa per 60 giorni che potrebbe essere prorogata. Secondo la bozza a cui fa riferimento Axios, tutto il traffico navale in entrata attraverso lo Stretto e verso il Golfo Persico seguirebbe una rotta settentrionale, nelle acque territoriali iraniane. Tutte le navi in uscita, verso il Mar Arabico, si muoverebbero lungo una rotta meridionale, nelle acque territoriali dell’Oman, in coordinamento con l’Iran. Nell’arco dei 2 mesi non verrebbero applicati pedaggi. Le parti si impegnerebbero a bonificare la rotta mediana dello Stretto dalle mine navali entro 30 giorni. Con le condizioni di sicurezza ristabilite, la rotta centrale verrebbe utilizzata in entrata e in uscita in base ad un accordo permanente da discutere da Oman e Iran.

 

 

Articoli correlati

Ultimi articoli