La crisi idrica che interessa Ardea e l’intero quadrante sud della provincia di Roma non rappresenta un fenomeno nuovo. Già nel 2025 Acea Ato 2 aveva ottenuto un incremento straordinario dei prelievi dalle sorgenti del Pertuso nella stessa misura oggi nuovamente richiesta, ovvero 150 litri al secondo aggiuntivi rispetto alla disponibilità ordinaria. L’autorizzazione concessa in quell’occasione aveva però carattere temporaneo ed era stata fissata fino al 30 novembre, a conferma di una situazione considerata emergenziale e legata alla necessità di fronteggiare la carenza di risorse nei mesi più critici. Nel provvedimento dello scorso anno era stata evidenziata una prospettiva particolarmente delicata: senza il ricorso al prelievo straordinario, il gestore avrebbe dovuto procedere con una riduzione della pressione della rete e con l’introduzione di turnazioni nell’erogazione dell’acqua, una misura che avrebbe potuto coinvolgere circa 350mila abitanti del territorio servito. Anche con il via libera all’aumento dei prelievi, tuttavia, non era stato possibile escludere completamente disagi: in circa tre comuni dei Castelli Romani, non indicati pubblicamente, il rischio di interruzioni e fornitura a fasce orarie era rimasto concreto. Un quadro che evidenzia come il razionamento dell’acqua non sia più soltanto uno scenario ipotetico, ma una possibilità già contemplata nei piani di gestione del servizio idrico. Per Ardea e per gli altri comuni interessati, la nuova richiesta di Acea alla Regione Lazio riapre quindi il tema della sicurezza dell’approvvigionamento e della necessità di individuare soluzioni strutturali per affrontare una crisi che continua a ripresentarsi anno dopo anno.







