Stretto di Hormuz ancora chiuso, con l’Iran che lega la riapertura al rispetto di precise condizioni da parte degli Stati Uniti. A dichiararlo è stato il capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale iraniano, Mohsen Rezaei, citato dalla Tasnim. Secondo Rezaei, gli Stati Uniti dovranno porre fine alla guerra, anche a Gaza e in Libano, sbloccare i beni iraniani congelati e soddisfare le altre condizioni poste da Teheran. Il capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale ha inoltre chiarito che un eventuale accordo tra Iran e Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz non sarebbe di per sé sufficiente a garantirne l’apertura. Sul confronto con Teheran il presidente americano Donald Trump ha affermato di non fidarsi. “Non mi fido dell’Iran. Sono l’ultima persona che si fida dell’Iran. Hanno mentito costantemente”, ha detto parlando con i giornalisti al rientro da un evento in Ohio. Il tycoon ha ribadito: “Abbiamo il controllo totale dello Stretto di Hormuz in questo momento. Loro non hanno il controllo. Noi abbiamo il controllo totale. E’ nostro. E se a un certo punto forse faranno qualcosa verranno spazzati via. In questo momento siamo in un’ottima posizione”, ha concluso, secondo quanto rimbalzato su diversi media Usa, aggiungendo che l’Iran “non sarà più il bullo del Medio Oriente”. Intervistato da Wayne Allyn Root, Trump ha definito gli iraniani “negoziatori subdoli e disonesti”. “Sono negoziatori subdoli perché accettano qualcosa e poi vanno fuori e dicono di non averlo mai accettato. Sono persone disoneste”, aggiungendo che “possiamo continuare così e falliranno, possiamo continuare così in modo facile, rilassato, come ho detto una sorta di negoziati”. Il presidente americano ha quindi descritto l’Iran come un Paese in enorme difficoltà, sia sul piano militare sia su quello economico: “noi controlliamo i loro soldi, quello che hanno, che è molto, abbiamo il controllo totale. Io sono il loro banchiere”. Trump ha poi sostenuto: “Hanno il 300% di inflazione, la loro valuta non ha quasi valore – ha continuato – non stanno pagando i loro soldati, i loro soldati stanno abbandonando. Così non è sostenibile per loro andare avanti”. In un’altra intervista telefonica all’emittente Real America’s Voice, Trump è tornato ad attaccare i negoziatori iraniani. Gli iraniani “sono negoziatori molto subdoli perché prima accettano qualcosa, poi vanno a dire alla stampa che non l’hanno fatto. Sono persone davvero disoneste”. Il presidente americano ha ribadito le proprie valutazioni sulla situazione economica iraniana: “Hanno un’inflazione del 300% – ha sottolineato Trump – Non hanno alcun valore. La loro moneta non vale quasi nulla. Non pagano i loro soldati, che se ne stanno andando. Questa situazione non è sostenibile”.
Stretto di Hormuz, Iran non arretra. Trump: “Non mi fido di loro, abbiamo noi controllo totale della zona””
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