martedì, Agosto 18, 2026

Anzio, un milione di euro l’anno per riaprire il Punto Nascita: Alternativa sostiene l’emendamento in Regione

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Un milione di euro all’anno per tre anni per creare le condizioni necessarie alla riapertura del Punto Nascita degli Ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno. È quanto prevede l’emendamento presentato dal consigliere regionale Claudio Marotta alla Proposta di Legge regionale n. 295 del 10 luglio 2026, relativa alle variazioni al Bilancio di previsione della Regione Lazio 2026-2028, e sul quale Alternativa per Anzio esprime il proprio pieno sostegno. La proposta punta a riportare al centro del dibattito regionale una delle questioni più controverse della programmazione sanitaria del territorio. Il Punto Nascita di Anzio e Nettuno è stato chiuso nel dicembre 2023, privando di un servizio considerato essenziale un bacino di utenza superiore ai 120mila abitanti, destinato peraltro a crescere sensibilmente durante la stagione estiva. Una decisione che, nonostante la mobilitazione dei cittadini, non è stata finora modificata. Lo scorso maggio sono state consegnate al presidente del Consiglio regionale oltre 6mila firme per chiedere la riapertura del reparto, mentre, secondo Alternativa per Anzio, non avrebbero ancora ricevuto risposta le richieste di chiarimento sulle motivazioni della chiusura e sugli elementi epidemiologici utilizzati per giustificarla. Nel mirino del gruppo politico c’è anche il confronto con altre scelte compiute nello stesso periodo dalla Regione. Mentre veniva chiuso il Punto Nascita di Anzio e Nettuno, infatti, sarebbe stato attivato un nuovo servizio in un’area distante circa 15 chilometri dal Nuovo Ospedale dei Castelli di Ariccia, con una media di circa 240 parti l’anno, inferiore agli standard ministeriali indicati per i punti nascita. Nel frattempo, circa 700 donne residenti ad Anzio e Nettuno sono state costrette a rivolgersi a strutture ospedaliere esterne al territorio per partorire. Un dato che, secondo Alternativa per Anzio, rappresenta in maniera concreta le conseguenze della chiusura sulla popolazione e sulle future madri del comprensorio. L’emendamento di Marotta rappresenta quindi, per il gruppo, un’occasione per riaprire il confronto sulla possibilità di ripristinare il servizio e garantire nuovamente un punto nascita direttamente al servizio della comunità di Anzio e Nettuno.

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