La moria di pesci che nei giorni scorsi ha interessato il litorale di Ardea continua a essere oggetto di approfondimenti da parte dei tecnici di Arpa Lazio, e dalle analisi effettuate sui campioni raccolti emerge un ulteriore elemento di particolare interesse. Oltre alla fioritura di Asterionellopsis glacialis, già individuata nei campioni di fitoplancton, è stata infatti rilevata la presenza significativa di Akashiwo sanguinea, un dinoflagellato che potrebbe fornire importanti indicazioni per comprendere il fenomeno osservato lungo la costa. Le analisi hanno registrato una concentrazione di 339.703 cellule per litro nel primo campione e di 564.899 cellule per litro nel secondo, valori che hanno portato l’attenzione degli esperti su questa particolare specie. Secondo quanto spiegato da Arpa Lazio, Akashiwo sanguinea può essere associata a fenomeni di mortalità della fauna marina, in quanto può determinare morie di pesci e invertebrati attraverso condizioni di anossia, cioè una significativa riduzione o assenza di ossigeno nell’acqua, oltre che attraverso la produzione di sostanze tossiche in grado di interferire con altri organismi planctonici. Un elemento che rende la presenza della microalga particolarmente rilevante nell’analisi di quanto accaduto ad Ardea, soprattutto alla luce della contemporanea presenza di una consistente fioritura di fitoplancton. Ma gli effetti di Akashiwo sanguinea non si limiterebbero alla fauna marina. La specie può infatti modificare anche alcune caratteristiche dell’acqua: secondo le informazioni fornite dall’Agenzia, la microalga è in grado di rilasciare tensioattivi solubili, sostanze che possono favorire la formazione di schiuma sulla superficie marina. Un fenomeno che, in presenza di determinate condizioni ambientali e di elevate concentrazioni della specie, può diventare visibile anche a distanza e rappresentare uno degli elementi da monitorare nell’evoluzione dell’evento. La contemporanea individuazione di Asterionellopsis glacialis e Akashiwo sanguinea, dunque, aggiunge un tassello importante al quadro emerso dalle analisi condotte sul litorale di Ardea. La presenza delle due specie e le concentrazioni registrate costituiscono dati utili per ricostruire le condizioni biologiche del tratto di mare interessato dalla moria, ma non consentono ancora di affermare in maniera definitiva che sia stata individuata la causa dell’episodio. In particolare, sarà necessario valutare l’insieme dei parametri ambientali presenti al momento della moria, verificando il ruolo svolto dalla proliferazione delle microalghe e l’eventuale interazione con temperatura dell’acqua, disponibilità di ossigeno e altre condizioni del mare. Il dato più importante che emerge finora è quindi duplice: da una parte le analisi microbiologiche dell’acqua hanno restituito valori conformi ai limiti previsti per la balneazione, dall’altra la composizione del fitoplancton ha evidenziato la presenza di specie che possono avere effetti significativi sull’ecosistema marino. Gli accertamenti proseguiranno per stabilire se la fioritura di Akashiwo sanguinea possa essere effettivamente collegata alla moria dei pesci oppure se il fenomeno debba essere ricondotto a una combinazione di più fattori ambientali. Per il momento, dunque, l’ipotesi resta sotto esame, mentre i risultati delle analisi scientifiche rappresentano un importante punto di partenza per arrivare a una spiegazione completa dell’evento che ha interessato il litorale di Ardea.







