sabato, Agosto 22, 2026

Ladispoli, otto ragazzi al lavoro sulla spiaggia inclusiva: al via il tirocinio di “In Onda – La Spiaggia per Tutti”

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A Ladispoli entra nel vivo il percorso di inclusione legato al progetto “In Onda – La Spiaggia per Tutti”, con otto ragazzi che hanno iniziato un tirocinio lavorativo della durata di un mese. Un’esperienza che va oltre la semplice formazione professionale e che punta a trasformarsi in una concreta occasione di autonomia, responsabilità e partecipazione alla vita della comunità. Il progetto, promosso dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Alessandro Grando, si inserisce in un percorso volto a creare opportunità reali per le persone con disabilità, favorendone l’inserimento sociale e la valorizzazione delle capacità individuali. Per i giovani coinvolti, il tirocinio rappresenta un’esperienza diretta nel mondo del lavoro, attraverso la quale confrontarsi con compiti, responsabilità e relazioni quotidiane, acquisendo progressivamente maggiore consapevolezza delle proprie potenzialità. «L’inclusione non può rimanere una parola: deve tradursi in occasioni vere di partecipazione, crescita e dignità», è il principio ribadito dall’assessore alle Politiche sociali, che ha sottolineato come l’obiettivo dell’iniziativa sia accompagnare i ragazzi verso una maggiore autonomia e riconoscerne pienamente il ruolo all’interno della società civile. Il valore dell’iniziativa non si misura quindi soltanto nelle attività svolte durante il mese di tirocinio, ma soprattutto nella possibilità di costruire un percorso capace di rafforzare fiducia, indipendenza e senso di appartenenza. La spiaggia inclusiva diventa così anche un luogo di formazione e socialità, nel quale l’esperienza lavorativa si intreccia con quella umana. Al progetto hanno collaborato il sindaco Alessandro Grando, il delegato al Demanio Pierpaolo Perretta, il dirigente Carlo Monda, gli uffici dei Servizi sociali e la Cooperativa Sociale Cassiavass, contribuendo alla realizzazione del percorso. L’iniziativa conferma inoltre una visione dell’inclusione intesa non come semplice assistenza, ma come possibilità concreta di partecipare, imparare e assumere un ruolo attivo. Un’opportunità per gli otto ragazzi, dunque, ma anche un investimento sulla comunità, perché creare condizioni di autonomia significa rendere il territorio più aperto, accessibile e capace di riconoscere il valore di ogni persona.

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