Le analisi proseguono, mentre resta sotto osservazione il fenomeno della moria di pesci lungo il litorale di Ardea. Gli esemplari raccolti dagli operatori della Asl Roma 6 sono stati trasferiti all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, dove saranno sottoposti a ulteriori accertamenti per individuare con maggiore precisione le cause del decesso. I risultati degli esami sugli animali saranno confrontati con i dati raccolti durante i campionamenti ambientali effettuati nelle acque interessate dal fenomeno. Un passaggio fondamentale per stabilire se la presenza significativa di Akashiwo sanguinea, rilevata nelle prime analisi di Arpa Lazio, sia effettivamente all’origine della moria oppure rappresenti soltanto uno degli elementi presenti nell’ecosistema marino in questi giorni. L’organismo, appartenente al fitoplancton, è infatti noto per poter essere associato a fenomeni di mortalità della fauna marina in determinate condizioni, ma la sua semplice presenza non consente, da sola, di stabilire un rapporto diretto di causa-effetto. Anche per questo le autorità attendono gli esiti degli accertamenti prima di formulare conclusioni definitive. Nel frattempo, resta un dato importante emerso dai primi controlli: i campioni di acqua analizzati rispettano i parametri microbiologici previsti per la balneazione. Il fenomeno continua quindi a essere monitorato con attenzione, soprattutto dopo le numerose segnalazioni arrivate dai cittadini e il ritrovamento di diversi esemplari di alaccia (Sardinella aurita) senza vita lungo la costa. Il mare di Ardea ha dunque fornito un primo indizio, ma la risposta definitiva dovrà arrivare dai laboratori: saranno gli esami sugli esemplari e l’incrocio con i dati ambientali a stabilire se la proliferazione algale sia realmente la causa della moria o se dietro l’episodio si nasconda un altro fattore.







