Sono passati dieci anni dal terremoto che sconvolse il centro-Italia, il 24 agosto 2016. Amatrice ha ricordato l’evento alle 3:36, l’ora della scossa, con una fiaccolata silenziosa e 239 rintocchi di campana, uno per ogni vittima di quella notte di dieci anni fa, quando il borgo della provincia di Rieti fu quasi interamente raso al suolo da un terremoto di magnitudo 6. Mattarella: “Ricostruzione è impegno complesso, serve ultimarla velocemente” “Il risanamento è un percorso, non privo di complessità, che richiede l’impegno di essere ultimato nel più breve tempo possibile ed è un richiamo alla responsabilità collettiva di ripristinare quella normalità che è stata spezzata nei territori colpiti da questa tragedia”. Lo sottolinea il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione sul terremoto che nel 2016 colpì i territori di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. Il 24 agosto di dieci anni fa il tempo si fermò sull’Appennino centrale al confine tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo. Una serie di violente scosse di terremoto – la più forte, quella di magnitudo 6.0 registrata alle 3.36 del mattino tra Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto – ha distrutto borghi, spezzato vite, cancellato la storia. Saranno più di 300 i morti totali, 250 dei quali nella sola provincia di Rieti. Di questi, 239 ad Amatrice, luogo-simbolo di una tragedia che ancora oggi, dopo un decennio, mostra i tagli di una ferita che difficilmente potrà rimarginarsi del tutto. “Per la decima volta – hanno detto durante la veglia le voci al microfono – vogliamo ancora essere qui semplicemente per dire che ci siamo, ci siamo per chi non c’è più, ci siamo per chi c’è ancora e ci siamo per questa terra che ha diritto a rinascere e a brillare di nuovo di luce propria, per la sua bellezza, per la sua storia e per la sua tradizione, e non perché vittima di un terremoto”. Cittadini e familiari delle vittime hanno traversato il nuovo corso che gira intorno alla torre civica, rimasta miracolosamente al suo posto. “Le fiaccole – ha detto un volontario della Croce Rossa durante la veglia – che illuminano i passi di questo piccolo pellegrinaggio, stanno a rappresentare il bisogno di luce nelle tenebre in cui l’evento del terremoto ha gettato questa comunità”.






