A Ladispoli cresce l’attenzione sul fenomeno dei giovanissimi che, soprattutto durante l’estate, trascorrono intere notti lontano da casa, tra la spiaggia, il lungomare, bar e panchine. Si tratta in alcuni casi di ragazzi di appena 14 o 15 anni che organizzano serate senza la presenza di adulti e finiscono per rimanere fuori fino alle prime ore del mattino, una situazione che solleva interrogativi sul piano della sicurezza e della responsabilità educativa. Le segnalazioni e i controlli delle ultime estati hanno evidenziato più volte la presenza di gruppi di adolescenti con bottiglie di birra, vino e superalcolici, impegnati in bivacchi improvvisati sul litorale. Uno scenario particolarmente delicato perché la spiaggia, nelle ore notturne, offre pochi punti di controllo, mentre la vicinanza del mare e gli effetti dell’alcol possono aumentare sensibilmente i rischi per ragazzi ancora molto giovani. Il tema non riguarda quindi soltanto l’ordine pubblico, ma coinvolge direttamente le responsabilità delle famiglie e il ruolo delle istituzioni. Il quadro normativo attribuisce ai genitori precisi doveri di cura, educazione e vigilanza sui figli minorenni, ma quando queste forme di controllo vengono meno si apre la questione su quanto e in che modo possa intervenire l’amministrazione comunale. L’ipotesi di introdurre limitazioni generalizzate alla presenza dei minori in strada nelle ore notturne, come avvenuto in passato in alcune città italiane, si scontra però con evidenti problemi di proporzionalità e legittimità. Il rischio è infatti quello di affidare a un’ordinanza una responsabilità che richiede invece un intervento più ampio e strutturato. La questione di Ladispoli pone dunque un problema che va oltre il semplice controllo delle spiagge: servono prevenzione, presenza educativa, collaborazione con le famiglie e un presidio del territorio capace di intercettare le situazioni di disagio prima che possano trasformarsi in emergenze. L’obiettivo non dovrebbe essere soltanto impedire ai ragazzi di trascorrere la notte fuori casa, ma creare le condizioni affinché adolescenti e famiglie possano contare su strumenti di informazione, ascolto e accompagnamento, soprattutto nei periodi dell’anno in cui il fenomeno diventa più evidente.
Ladispoli, allarme per i giovanissimi che trascorrono la notte in spiaggia: tra alcol, bivacchi e assenza di controllo
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