
Nel suo intervento al consiglio di sicurezza dell’Onu, Volodymr Zelensky ha rilanciato la sua “formula” di pace in 10 punti per mettere fine alla guerra, ribadendo come condizioni indispensabile il ritiro della Russia e il ripristino dei confini prima dell’invasione della Crimea nel 2014. “Possa la pace prevalere, possano le nostre istituzioni e le nostra cooperazione diventare più forti”, ha aggiunto, invitando altre nazioni a sostenere il piano. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che la presenza della Russia al Consiglio di Sicurezza è “illegittima e il potere di veto in mano all’aggressore è quello che ha spinto l’Onu in questa situazione di stallo”. Un appello a riportare in patria i bambini ucraini condotti con la forza in Russia, per essere indottrinati e privati della loro identità nazionale, è stato lanciato ai leader mondiali dalla first lady ucraina, Olena Zelenska. Intervenendo ieri a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Zelenska ha affermato che più di 19mila bambini ucraini sono stati trasferiti con la forza o deportati in Russia o nei territori occupati. Finora ne sono stati riportati indietro solo 386. In Russia, “è stato detto loro che i loro genitori non hanno bisogno di loro, che il loro Paese non ha bisogno di loro, che nessuno li sta aspettando”, ha detto Zelenska. I servizi speciali ucraini sono probabilmente dietro una serie di attacchi con droni e un’operazione di terra diretta contro il gruppo paramilitare Rapid Support Forces (Rsf) che combatte contro l’esercito sudanese per il controllo del Paese: lo scrive la Cnn, sulla base delle rivelazioni di una fonte militare ucraina. La fonte, alla domanda se ci fosse Kiev dietro gli attacchi, ha risposto che “i servizi speciali ucraini sono probabilmente responsabili”. La Cnn afferma che i filmati ottenuti hanno rivelato i tratti distintivi degli attacchi con droni di tipo ucraino.






