lunedì, Febbraio 23, 2026

Biodigestore a Cesano, braccio di ferro tra Campidoglio e Soprintendenz

Un duello istituzionale su uno dei tasselli fondamentale del piano rifiuti della capitale: il biodigestore da realizzare a Cesano. Da una parte la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale che ha espresso parere negativo sul progetto perché ritiene le opere non compatibili con un’area a vocazione agricola, puntando il dito sull’impatto ambientale e sulla viabilità. Dall’altra parte la struttura che fa capo al sindaco Gualtieri, commissario di governo per la gestioni dei rifiuti a Roma, che ha deciso comunque di dare il via libera all’impianto. Un “giudizio favorevole con prescrizioni” si legge nel verbale di chiusura della Conferenza dei servizi. Il Campidoglio è intenzionato a tirare dritto, insomma, avvalendosi dei poteri commissariali del sindaco, considerando la rilevanza strategica del biodigestore che dovrebbe trattare 100mila tonnellate di rifiuti organici per produrre biometano. E la necessità di rispettare i tempi previsti per non perdere i finanziamenti. Ma il braccio di ferro sembra destinato a non esaurirsi qui.  L’organismo del Ministero dei Beni Culturali ha ribadito che il suo parere è vincolante e potrebbe rivedere la sua valutazione, soltanto se il progetto venisse rimodulato. Ma dopo il nulla osta della conferenza dei servizi, lo scenario che potrebbe profilarsi è quello di un ricorso al Tar. Resta critico anche il presidente del XV Municipio, Daniele Torquati che parla di un errore grossolano: “Non credo – dice- che l’Ufficio Commissariale possa derogare al codice dei beni culturali. Condivido la determinazione del sindaco sul problema dei rifiuti, ma suggerisco di tenere conto soprattutto delle valutazioni sul sistema di viabilità.” Preoccupati i comitati dei cittadini pronti a tornare in piazza contro il biodigestore.

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