sabato, Aprile 11, 2026

Medio Oriente, Blinken in Israele incontra Netanyahu e Abu Mazen

Il segretario di Stato Usa Antony Blinken è in Israele per incontrare il premier Benjamin Netanyahu, membri del governo e il presidente Isaac Herzog. Il faccia a faccia con Netanyahu si svolge al ministero della Difesa di Tel Aviv e proseguirà, dopo alcune dichiarazioni alla stampa, con la partecipazione del ministro della difesa Yoav Gallant e con i due nuovi ministri senza portafoglio nel nuovo governo ”di emergenza” di Israele: Benny Gantz e Gadi Eisenkot, entrambi membri del partito centrista ‘Unione Nazionale’ ed entrambi ex capi di Stato maggiore. Secondo quanto riportano alcuni media, Blinken – che è accompagnato dall’inviato del presidente Joe Biden per gli ostaggi, Roger D. Carstens – vedrà anche i familiari degli ostaggi israeliani rapiti da Hamas e portati a Gaza e domani il presidente palestinese Abu Mazen. “Nell’ambito dell’impegno profuso 24 ore su 24 dalla leadership palestinese per fermare questa guerra devastante e nel quadro dello sforzo congiunto tra Giordania e Palestina, Abbas si incontra oggi ad Amman con il re Abdullah. Domani il presidente incontrerà anche il segretario di Stato americano Blinken”, ha scritto sul suo account X il segretario generale del comitato esecutivo dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), Hussein Al-Sheikh. Ieri Blinken ha parlato con il ministro degli Affari strategici israeliani Ron Dermer e ha ribadito “le sue profonde condoglianze” per l’attacco di Hamas contro Israele, riaffermando “l’inequivocabile sostegno” degli Stati Uniti al “diritto di Israele di difendere sé stesso e i suoi cittadini”, ha spiegato il portavoce del Dipartimento di Stato americano Matthew Miller. Il segretario americano e il ministro israeliano hanno chiarito che “le azioni terroristiche di Hamas non hanno alcuna giustificazione, alcuna legittimità e devono essere universalmente condannate”. Secondo alcuni media americani, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden avrebbe insistito con Netanyahu perché la risposta contro Hamas a Gaza sia proporzionata e vengano prese misure per evitare vittime civili. In passato l’amministrazione Usa ha sempre messo in guardia Israele dall’entrare a Gaza, temendo che si apra un vaso di Pandora per il Medio Oriente, ma ora può solo chiedere di minimizzare i “danni collaterali”. Per questo la Casa Bianca sta coordinando un piano con altri Paesi per garantire un corridoio umanitario che consenta di uscire da Gaza ai civili che rischiano di rimanere intrappolati nell’annunciato assalto israeliano. La via di fuga sarebbe verso l’Egitto. Pressing inoltre per la liberazione degli ostaggi: gli Usa puntano sulla mediazione del Qatar, che ha accesso ad Hamas. Sono tutti dossier per la missione di Blinken, che dovrà però anche trasmettere un messaggio di deterrenza, in gran parte rivolto all’Iran e ai gruppi sostenuti da Teheran, come Hezbollah in Libano, per impedire lo scoppio di una guerra più ampia. O attacchi alle truppe americane in Medio Oriente, come teme il Pentagono.

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