martedì, Maggio 26, 2026

Maxi truffa da mezzo milione di euro a una professoressa: finto poliziotto la convince a consegnare oro e contanti

Una telefonata, un racconto costruito nei minimi dettagli e la paura di essere coinvolta in un’indagine giudiziaria si sono trasformati in una truffa da circa 500mila euro ai danni di una professoressa di 68 anni nel pieno centro della Capitale. I fatti, avvenuti nella giornata di ieri, seguono un copione ormai noto ma con una variante che ha contribuito a rendere la messinscena ancora più credibile: dall’altro capo del telefono non c’era un sedicente maresciallo dei Carabinieri, ma un finto agente della Polizia di Stato che ha costruito passo dopo passo un presunto caso di indagini in corso legato all’utilizzo dell’automobile della donna per attività illecite. Con tono allarmistico, il truffatore ha riferito alla vittima che erano in corso verifiche urgenti e che sarebbe stato necessario accertare che i beni in suo possesso non provenissero da un furto o non fossero collegati all’inchiesta. Sotto pressione psicologica e costantemente al telefono con il falso agente, la donna è stata convinta a raccogliere tutto ciò che di valore custodiva in casa, tra contanti e gioielli, e a portarlo con sé per una presunta verifica “in sicurezza”. Il luogo dell’incontro non è stato fissato in una sede istituzionale, ma in strada, in via Parigi, nel cuore di Roma, aumentando ulteriormente la sensazione di urgenza e legittimità della procedura simulata. La vittima, in stato di forte agitazione, si è recata all’appuntamento portando con sé circa 100mila euro in contanti e monili preziosi, tra cui diversi gioielli e orologi Rolex, per un valore complessivo stimato intorno al mezzo milione di euro. Ad attenderla, sul luogo concordato, si è presentato un uomo in abiti sportivi che, senza alcun segno distintivo delle forze dell’ordine, ha preso in consegna il bottino chiedendo alla donna di attendere l’arrivo di presunti colleghi. È stato in quel momento che la 68enne ha compreso di essere stata vittima di un raggiro e si è immediatamente recata presso il commissariato Viminale della Polizia di Stato per denunciare l’accaduto. Gli investigatori hanno avviato le indagini per risalire all’identità del truffatore e della rete eventualmente coinvolta, mentre si analizzano eventuali immagini di videosorveglianza presenti nella zona dell’incontro. Il caso si inserisce nel fenomeno sempre più diffuso delle truffe agli anziani con il metodo del “falso appartenente alle forze dell’ordine”, un sistema che sfrutta paura, urgenza e autorevolezza istituzionale per indurre le vittime a consegnare denaro e oggetti di valore.

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