venerdì, Gennaio 16, 2026

Expo 2030, una settimana al voto. Scognamiglio: “Andremo al ballottaggio”

Una settimana al voto decisivo per Expo 2030, Roma può arrivare al ballottaggio? ”Direi di sì. I valori sono stati il fulcro della nostra campagna, Riad ha puntato maggiormente sui rapporti economici e i sostegni finanziari. Penso che chi avrà appoggiato Roma e chi la Corea del sud, due paesi democratici con valori in gran parte simili, al ballottaggio non cambierà idea. Se dovesse uscire la Corea del sud penso che quei voti arriverebbero a noi. E’ una supposizione logica, eventuali altre attività sono oggetto dei nostri colloqui riservati con i vari paesi”. Lo dice all’Adnkronos il dg del comitato promotore per Roma Expo 2030 Giuseppe Scognamiglio, a Parigi per il rush finale prima del voto del 28 al Bie, dove si deciderà chi tra Roma, Riad (Arabia Saudita) e Busan (Corea del sud ) ospiterà l’Esposizione universale nel 2030. La giornata del 28 novembre sarà decisiva e vedrà dalle 14 la presentazione dei tre candidati. ”Abbiamo venti minuti a testa per dare forza al progetto con testimonial, presenze e video che stiamo ancora mettendo a punto”. Sui nomi però bocche cucite. ”Sono top secret perché non vogliamo dare vantaggi ai nostri competitor ma ci sarà una star a livello internazionale”. Alla fine delle presentazioni ci sarà il voto a scrutinio segreto. ”Viene fatta la conta e uscirà il paese che risulterà terzo arrivato. Al primo turno potrebbe vincere chi raggiungesse i due terzi dei 181 votanti, che si aggirano intorno ai 120 voti ma, secondo le nostre valutazioni, nessuno li ha. Subito dopo si andrà al ballottaggio dove basterà la maggioranza semplice e poi verrà proclamato il vincitore. La sera poi è previsto un ricevimento organizzato dal Bie in cui il vincitore annuncerà le iniziative successive”. La guerra in Medio Oriente potrebbe pesare sul voto del Bie. “Non c’è dubbio che uno scacchiere come quello del Golfo, agitato da una crisi che non sembra passeggera, è un fattore di instabilità. In questo clima così complicato, è evidente che qualche Paese, secondo me, si porrà il problema se andare a programmare un evento dove l’imprevedibilità di scenario è alta. Il pericolo -aggiunge Scognamiglio- è quello di andare a promuovere investimenti che sono sì del paese ospitante ma anche di investitori internazionali in un’area del mondo profondamente instabile”. Al momento comunque l’obiettivo è il voto del 28 novembre. ”Straordinariamente la politica nazionale e locale, anche di segno politico diverso, sta remando nella stessa direzione, dalla presidente Meloni in giù, al presidente Rocca, al sindaco Gualtieri, siamo in una condizione che non è sempre facile ottenere nel nostro paese”.

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