lunedì, Gennaio 12, 2026

Maxi discarica al Portuense, Tiziana Colantoni indagata per la morte del fratello

Sequestro delle cartelle cliniche e analisi batteriologiche. E poi l’ascolto di testimoni e conoscenti. I primi passi per fare chiarezza su uno scenario che non si aspettavano neanche gli investigatori della polizia aerea di frontiera di Fiumicino. Quando hanno fatto irruzione nella maxi discarica abusiva al Portuense, intorno al 20 dicembre, nel blitz che ha portato agli arresti domiciliari Tiziana Colantoni, hanno scoperto che in quella proprietà viveva da anni anche il fratello disabile della donna. 50 anni, gravemente provato dalle malattie e da un quadro igienico sanitario carente. Marco Colantoni morirà 3 giorni dopo. Per lui non c’è stato nulla da fare, ma la Procura di Roma che coordina le indagini vuole verificare se ad aggravare lo stato di salute dell’uomo che soffriva di patologie significative – ci sia stato il mancato accudimento da parte della sorella Tiziana, indagata con altre 10 persone per una lunga lista di reati ambientali. I pm hanno ricevuto una prima nota dalla Polaria e attendono l’informativa dettagliata. Nel secondo fascicolo aperto sulla vicenda si ipotizzano i reati di maltrattamenti in famiglia, abbandono di incapace, morte come conseguenza di altro reato. Il sospetto è che Marco, ex venditore di marionette, che percepiva una pensione di invalidità, abbia vissuto la fine dei suoi giorni recluso, allontanato progressivamente dai suoi amici, senza le cure di cui aveva bisogno. Un’ipotesi su cui si cercano riscontri. Intanto il tempo si è fermato per questa ‘terra dei fuochi’. Per la bonifica servono 300mila euro. Ma dal blitz tutto è rimasto com’era.

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