
“La Terra da lassù è bellissima” le parole di Walter Villadei riecheggiano quelle di Yuri Gagarin che dall’alto non vedeva frontiere né confini. L’astronauta romano è tornato in Italia e ha cominciato a raccontare i suoi quasi 22 giorni nella Stazione Spaziale Internazionale. Una quotidianità fatta di tanto lavoro, i diversi esperimenti scientifici condotti coordinati da Aeronautica Militare e Agenzia Spaziale Italiana. La missione, promossa dal Ministero della Difesa, ha coinvolto centri di ricerca e aziende. E adesso a Terra comincia il lungo lavoro di analisi dei dati. L’astronauta romano, il primo nello spazio a volare per l’Aeronautica Militare, fa parte di una nuova era delle missioni spaziali, in cui i privati giocano un ruolo fondamentale. E nella stazione americani, europei, russi per una geopolitica che nello spazio si ridefinisce. L’incontro con Franco Malerba, il primo italiano in orbita nel 1992, segna una sorta di passaggio di testimone tra queste due epoche. E tra le emozioni ricordate da Walter Villadei quella del collegamento con i piccoli del Bambino Gesù.






