Mentre il territorio continua a bruciare tra incendi di rifiuti e fumi tossici che invadono le strade e le abitazioni, cresce l’esasperazione dei cittadini, che non si accontentano più di interventi tampone o dichiarazioni generiche. In tanti, sui social e nei comitati di quartiere, lanciano un appello chiaro e diretto: “Il sindaco segnali questi episodi alla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA)”, per verificare se dietro i roghi seriali possa celarsi un sistema organizzato, magari con infiltrazioni mafiose. Una richiesta che nasce non solo dalla frequenza sospetta degli incendi, ma anche da un dato concreto: la bonifica dei rifiuti bruciati costa fino a tre volte di più rispetto alla rimozione ordinaria di quelli abbandonati. Un “ciclo del fuoco” che, secondo molti residenti, finisce per arricchire chi gestisce le operazioni straordinarie e prosciugare le casse comunali, senza mai affrontare le cause reali del problema. Nel frattempo, cresce l’inquietudine anche tra gli operai della concessionaria ambientale incaricata della raccolta e smaltimento dei rifiuti. Costretti a lavorare in condizioni insalubri, a stretto contatto con materiali combusti, polveri sottili e miasmi persistenti, denunciano l’assenza di misure adeguate a tutela della salute. “Non possiamo continuare a intervenire su roghi tossici senza protezioni adeguate e senza sapere cosa stiamo respirando”, afferma un lavoratore sotto anonimato. Ma ciò che più fa infuriare la popolazione è l’assenza di risposte da parte del Comune. Né il sindaco né l’assessore all’Ambiente si sono espressi con chiarezza sulla frequenza e sulla natura di questi incendi. Nessuna conferenza stampa, nessun piano pubblico di prevenzione o monitoraggio, nessun coinvolgimento delle autorità superiori. “Il silenzio istituzionale è diventato parte del problema”, accusa Marco Fratini, attivista del Comitato Ardea Pulita. “Invece di agire con decisione, il Comune resta a guardare. E così chi inquina e chi incendia agisce indisturbato, mentre noi cittadini respiriamo veleno ogni estate”. I residenti chiedono un cambio di passo radicale: oltre agli interventi d’emergenza dei vigili del fuoco, servono indagini approfondite, controlli sul territorio, bonifiche vere e una strategia preventiva. “Abbiamo bisogno di videosorveglianza nei punti critici, di sanzioni per chi abbandona rifiuti, di pattugliamenti mirati e soprattutto di un’amministrazione che ci metta la faccia”, continuano i portavoce dei comitati. Ma l’appello più forte è quello alla trasparenza e alla legalità: “Chiediamo al sindaco di inoltrare una segnalazione formale alla Direzione Distrettuale Antimafia. Troppi incendi, troppo sistematici. Serve capire se dietro ci sia una regia criminale”, concludono i cittadini. Una richiesta che, per ora, resta inascoltata. Mentre le fiamme continuano a divorare i campi e i cumuli di rifiuti abbandonati, la fiducia nella politica locale si sfalda. E Ardea, soffocata dal fumo e dall’indifferenza, aspetta ancora una risposta che non arriva.