La SS Lazio ha presentato a Formello il progetto per la riqualificazione dello Stadio Flaminio, destinato a diventare la nuova casa biancoceleste. L’impianto, oggi in stato di abbandono, potrà accogliere 50mila spettatori e sarà operativo durante tutto l’anno con spazi culturali, ristoranti e bar. Il piano, illustrato dal presidente Claudio Lotito, è stato consegnato nei giorni scorsi al Comune di Roma. L’investimento previsto è di 480 milioni di euro, con l’obiettivo di inaugurare lo stadio in tempo per gli UEFA Euro 2032. Il progetto prevede il recupero integrale della struttura esistente, che resterà visibile e protetta da una nuova copertura esterna. La nuova struttura sarà indipendente da quella originaria grazie a telai distanziati a 12 metri, il doppio rispetto agli attuali 6. Saranno inoltre ripristinati ambienti storici come palestre e piscina, valorizzando l’identità architettonica dell’impianto. Uno dei punti centrali riguarda la riduzione dell’impatto sul quartiere Flaminio. L’area parcheggi sarà delocalizzata all’altezza della caserma Salvo D’Acquisto su viale Tor di Quinto. Da lì tifosi e mezzi privati potranno raggiungere lo stadio con navette in sei minuti o a piedi in circa 25 minuti. Previsto il potenziamento del trasporto pubblico locale nei quindici minuti precedenti e successivi alle partite. Una quota di tifosi potrà utilizzare la metropolitana: nel progetto di prolungamento della Metro C fino a Farnesina è prevista la fermata Apollo d’Oro, nelle vicinanze dell’impianto. Anche il completamento della linea è stimato entro il 2032. Il piano include inoltre un nuovo ponte ciclopedonale, il rafforzamento della mobilità dolce e la pedonalizzazione dell’area circostante. L’intervento prevede un aumento significativo delle aree verdi, con una cintura alberata intorno allo stadio e oltre 57mila metri quadrati di pavimentazioni innovative capaci di contribuire alla riduzione degli agenti inquinanti. Saranno adottate soluzioni tecnologiche per l’abbattimento del rumore, con l’obiettivo di tutelare le abitazioni e il contesto urbano del quadrante nord di Roma. Il cronoprogramma indica il 2032 come termine per la realizzazione dell’opera.






