Migliaia di persone hanno partecipato nella giornata di ieri al corteo organizzato nella Capitale in memoria di Valerio Verbano, il giovane militante ucciso il 22 febbraio 1980. Lo slogan che ha accompagnato la manifestazione, “Siamo antifascisti”, è risuonato per le strade del quartiere Montesacro, dove Verbano viveva con i genitori e dove, quarantasei anni fa, si consumò uno degli omicidi politici più drammatici della stagione degli anni di piombo. Il concentramento è avvenuto in via Monte Bianco, davanti all’abitazione teatro dell’agguato. Proprio lì, il 22 febbraio 1980, i genitori del giovane furono sequestrati e immobilizzati in casa da un commando armato che attese il rientro del figlio prima di assassinarlo. Un luogo divenuto simbolo di memoria e impegno civile, scelto ancora una volta come punto di partenza del corteo. Fin dalle prime ore del pomeriggio, bandiere, striscioni e cori hanno riempito la strada. In testa al corteo uno striscione con il volto di Verbano, seguito da rappresentanti di realtà sociali, collettivi, centri culturali e semplici cittadini. Tra i partecipanti anche giovani che non erano ancora nati all’epoca dei fatti, a testimonianza di una memoria che attraversa le generazioni. Il corteo ha attraversato diverse vie del quartiere: da viale Pantelleria a piazza Capri, passando per viale Tirreno, via delle Isole Curzolane, via Capraia e viale Jonio, in un percorso che ha toccato luoghi significativi per la comunità locale. Durante il tragitto non si sono registrate tensioni rilevanti; la manifestazione si è svolta in un clima partecipato ma ordinato, con la presenza delle forze dell’ordine a monitorare il percorso. Particolarmente intenso il passaggio davanti alla palestra popolare intitolata a Verbano, diventata negli anni un punto di riferimento per attività sociali e iniziative antifasciste. In quel momento sono stati esplosi fuochi d’artificio in segno di commemorazione, tra applausi e cori che hanno scandito il nome del giovane militante.Il corteo ha poi raggiunto la palestra dedicata a Verbano, dove si sono alternati brevi interventi dal megafono per ricordarne la figura e ribadire l’impegno contro ogni forma di violenza politica. Molti i riferimenti alla necessità di mantenere viva la memoria storica e di continuare a chiedere verità e giustizia per un delitto che, a distanza di decenni, resta senza colpevoli definitivi. La manifestazione si è infine conclusa con il ritorno in via Monte Bianco, presso il memoriale che ricorda Verbano. Qui i partecipanti hanno deposto fiori e osservato un momento di raccoglimento. Ancora una volta, il quartiere ha risposto con una presenza massiccia, trasformando la commemorazione in un segnale collettivo di memoria e identità.






