Alla linea del Comune di Ardea sul pagamento del canone per i passi carrabili si contrappone la posizione dell’Associazione Nuova California 2004, che ha inviato una richiesta formale di chiarimenti e di sospensione in autotutela degli avvisi relativi alle annualità 2023-2024. Nella lettera, indirizzata all’Ufficio Tributi del Comune, il presidente dell’associazione, Piero D’Angeli, denuncia «profili di manifesta illegittimità» e sollecita un intervento immediato dell’ente. L’associazione richiama i principi dello Statuto del contribuente e la giurisprudenza in materia di autotutela tributaria, ricordando che l’amministrazione ha il potere e il dovere di annullare atti impositivi viziati quando emergano errori evidenti o carenze nei presupposti. Tre, in particolare, i punti contestati da Nuova California 2004. Il primo riguarda la presunta carenza dei presupposti impositivi: secondo l’associazione, molti degli accessi soggetti a tassazione sarebbero “a raso”, privi di manufatti, tagli di marciapiede o modifiche strutturali del suolo pubblico tali da configurare un’occupazione effettiva dello spazio collettivo. In questi casi, si sostiene, non ci sarebbe superficie sottratta all’uso pubblico, mancando quindi il presupposto necessario per l’applicazione del canone. Il secondo punto contestato attiene alla determinazione della superficie imponibile. L’associazione segnala possibili discrepanze tra le metrature calcolate dal Comune e l’effettiva ampiezza dei manufatti presenti, con conseguenti errori nel calcolo dell’importo dovuto dai cittadini. Il dibattito apre così una nuova fase di confronto tra amministrazione e cittadini, con Nuova California 2004 pronta a sollecitare la sospensione degli avvisi in attesa di chiarimenti ufficiali e della correzione di eventuali errori. Una vicenda che mette in evidenza come il tema dei passi carrabili continui a sollevare interrogativi sul confine tra diritti dei residenti e regolamentazione dell’uso del suolo pubblico.






