La piccola Andromeda, morta per asfissia violenta, strangolata con le mani.
Non c’è altra causa, conferma in aula uno dei medici legali che il 7 giugno scorso intervennero a Villa Pamphili. La piccola di 11 mesi, ritrovata nuda, a pancia in giù, con traumi anche alla testa. La neonata non mangiava da giorni, spiega ancora l’esperto citato dalla Procura. Barba lunga, tuta nera. Francis Kaufmann, o Rexal Ford come riporta il passaporto, ascolta, assistito da un interprete. L’americano è accusato di aver ucciso la figlia e la compagna Anastasia Trofimova. L’omicidio di Andromeda avvenuto, spiega il medico, nel pomeriggio o nella serata del 6 giugno. Quello della mamma, giorni prima. Anche lei strangolata. Il corpo della 28enne, scoperto vicino a un sentiero nell’area verde di Roma in avanzato stato di decomposizione. Era in posizione semi-seduta, coperta da un telo nero. Il 3 giugno, la donna era ancora viva, notata in compagnia di Kaufmann e della bimba. Il 5, invece Anastasia, non c’è più. L’imputato viene identificato dalla polizia in stato di alterazione, in compagnia della bimba, e lasciato andare via. Uno dei tanti controlli su cui è stato aperto un fascicolo dai magistrati di Piazzale Clodio. La Prima Corte d’Assise non si è ancora pronunciata sulla richiesta della difesa di sottoporre Kaufmann a perizia psichiatrica. L’uomo, secondo il suo legale, non sarebbe in grado di assistere in maniera consapevole al processo. Era invece lucido – sostiene il pubblico ministero Antonio Verdi – nel soffocare la compagna e la figlia per poi darsi alla latitanza in Grecia, dove è stato arrestato.






