martedì, Febbraio 24, 2026

“Senza consenso è stupro”. Il 28 febbraio a Roma la manifestazione nazionale

Sono già 500 i centri antiviolenza che si stanno mobilitando per preparare la manifestazione nazionale contro il disegno di legge Bongiorno. È il seguito ideale delle manifestazioni che la scorsa settimana hanno animato le piazze di tutta Italia, attraversate dai movimenti femministi e transfemministi, per dire No al DDL Bongiorno e alla volontà politica di ridurre la violenza maschile sulle donne e sulle soggettività LGBTQIA+ a mera questione linguistica. Ad essere contestata è la formulazione del disegno di legge sullo stupro che ha eliminato la parola consenso. Dopo il 15 febbraio, il prossimo appuntamento per esprimere contrarietà a quella formulazione è il 28 febbraio alle 14 (concentramento alle 13), per un corteo che riunirà le e i manifestanti a Roma, con partenza da Piazza della Repubblica. La mobilitazione, promossa dai Centri antiviolenza e dalle realtà femministe e transfemministe, vede l’adesione di nuove realtà ogni ora in nome del desiderio comune di affermare la piena autodeterminazione dei corpi, la loro inviolabilità e la loro libera scelta. A 30 anni dalla legge sulla violenza sessuale 66/96, le piazze tornano a dire che l’inviolabilità dei corpi, i diritti umani inalienabili e la cultura del consenso sono irrinunciabili. Non solo per il diritto italiano, ma anche per quello internazionale, come chiede la Convenzione di Istanbul che l’Italia ha ratificato. “Senza consenso è stupro non è uno slogan, non è un tecnicismo, non è un concetto difficile da comprendere: vuol dire scegliersi, riconoscersi, essere libere e liber3 di amare e di essere amat3″, si legge nel comunicato che convoca la manifestazione.

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