Colpo di scena nell’inchiesta sulla violenza sessuale di gruppo avvenuta nel parco di Tor Tre Teste, nella zona est di Roma. Dopo quattro mesi di detenzione, due dei tre giovani arrestati sono stati scarcerati perché, secondo i riscontri investigativi, nei loro confronti non sarebbero emersi gravi indizi di colpevolezza. Si tratta di un 19enne marocchino e di un suo connazionale. I due non sarebbero stati riconosciuti dalle vittime durante la ricognizione personale effettuata nei giorni scorsi, avvenuta attraverso un vetro oscurato. Un elemento che ha rappresentato l’ultimo tassello della valutazione cautelare. Un ulteriore passaggio decisivo riguarda le analisi di laboratorio. Il DNA estratto dalle tracce biologiche recuperate dalla Polizia scientifica sul luogo della violenza sessuale non risulterebbe compatibile con il profilo genetico del 19enne inizialmente indicato dalla vittima come autore dell’abuso. La circostanza ha contribuito al venir meno del quadro indiziario a carico dei due giovani. Resta invece in carcere un terzo uomo, mentre le indagini proseguono per identificare almeno altri due sospettati che al momento risultano irreperibili. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i tre fermati avevano sostenuto sin dall’inizio che la violenza sarebbe stata compiuta da un altro membro del gruppo, tuttora ricercato. La vicenda riguarda l’aggressione avvenuta nel parco di Parco di Tor Tre Teste lo scorso ottobre ai danni di una ragazza di 18 anni, episodio denunciato pubblicamente soltanto un mese dopo. All’abuso era stato costretto ad assistere il fidanzato 24 enne. Gli investigatori della Squadra mobile continuano a lavorare per chiarire la dinamica dell’accaduto e verificare eventuali ulteriori responsabilità. Il caso resta aperto e potrebbe conoscere nuovi sviluppi nelle prossime fasi dell’inchiesta.






